Al computer sono troppo un grande, me lo dicono tutti! E poi ai videogiochi… se ci fossero a scuola avrei 10 e lode e non dovrei sentire mia madre che tutte le volte mi dice: “e schiodati da quel computer! Hai fatto i compiti? Sei andato a comprare il latte?”... già, proprio come adesso. Nooo, proprio ora che sto per finire il livello… Spè, non posso mollare ora, se no perdo il record! Ma non ci credo… Sono già le 6? Nooo, gli altri si trovavano alle 5 per andare in centro!!! Tutte le volte finisce così, forse se mi sbrigo riesco a beccarli, ancora 10 minuti e spengo. Troppo tardi! Ma domani non voglio rischiare di perdermi il calcetto. Chiedo agli altri di passare a prendermi, se no va a finire che non mi chiamano più...
"Scegliete la vita, scegliete un lavoro, scegliete una carriera, scegliete la famiglia, scegliete un maxitelevisore del cazzo, scegliete lavatrice, macchina, lettore cd e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita; scegliete mutuo a interessi fissi, scegliete una prima casa, scegliete gli amici. Scegliete una moda casual e le valigie in tinta, scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo, scegliete il fai-da-te e chiedetevi chi siete la domenica mattina. Scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz, mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio, ridotti a motivo di imbarazzo di stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi. Scegliete il futuro, scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita. Ho scelto qualcos'altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha l'eroina?"
sabato, ottobre 27, 2007
Di seguito, un video che mostra come lo standard Amigo potrebbe cambiare la vita quotidiana delle persone.
L'home networking diventa open source
News
venerdì 26 ottobre 2007
* Stampa
* Segnala via email
* Sharing
o Digg
o OkNotizie
* Commenti (2)
Eindhoven (Olanda) - Abbattere le barriere e le incompatibilità che oggi rendono difficile, quando non impossibile, integrare su di un'unica rete computer, dispositivi mobili, set-top box, console da gioco ed elettrodomestici. È questo l'obiettivo di Amigo, un consorzio fondato da alcune delle più grandi aziende europee che operano nel campo dell'home networking e dell'home automation.
I partecipanti al progetto, tra cui figurano Philips, France Telecom, Telefonica, Microsoft Germany e, per l'Italia, Italdesign Giugiaro, hanno appena rilasciato un software middleware open source che potrà essere utilizzato dai produttori per consentire ai propri dispositivi di connettersi ad una rete domestica, comunicare con gli altri dispositivi della casa e ricevere comandi via rete.
Se lo standard Amigo si affermerà, in futuro gli utenti potrebbero essere in grado di gestire lavatrice, videoregistratore, computer ed altri device da un'unica interfaccia grafica, e fare in modo che questi interagiscano tra loro: ad esempio, programmando il videoregistratore per scaricare automaticamente sull'hard disk del PC la registrazione di un programma TV o istruendo il frigo affinché aggiorni la lista della spesa archiviata sul palmare.
Fonte: hitech-projects.com
In occasione del rilascio del proprio middleware open source, il consorzio ha organizzato un concorso, chiamato Amigo Challenge, che mette in palio premi fino a 750 euro per la realizzazione di progetti hardware o software basati sui componenti e l'infrastruttura aperta di Amigo.
Il progetto, che ha ricevuto un finanziamento di 13 milioni di euro dall'Unione Europea, in questa pagina ha messo a disposizione degli sviluppatori software, esempi e documentazione.
Di seguito, un video che mostra come lo standard Amigo potrebbe cambiare la vita quotidiana delle persone.
News
venerdì 26 ottobre 2007
* Stampa
* Segnala via email
* Sharing
o Digg
o OkNotizie
* Commenti (2)
Eindhoven (Olanda) - Abbattere le barriere e le incompatibilità che oggi rendono difficile, quando non impossibile, integrare su di un'unica rete computer, dispositivi mobili, set-top box, console da gioco ed elettrodomestici. È questo l'obiettivo di Amigo, un consorzio fondato da alcune delle più grandi aziende europee che operano nel campo dell'home networking e dell'home automation.
I partecipanti al progetto, tra cui figurano Philips, France Telecom, Telefonica, Microsoft Germany e, per l'Italia, Italdesign Giugiaro, hanno appena rilasciato un software middleware open source che potrà essere utilizzato dai produttori per consentire ai propri dispositivi di connettersi ad una rete domestica, comunicare con gli altri dispositivi della casa e ricevere comandi via rete.
Se lo standard Amigo si affermerà, in futuro gli utenti potrebbero essere in grado di gestire lavatrice, videoregistratore, computer ed altri device da un'unica interfaccia grafica, e fare in modo che questi interagiscano tra loro: ad esempio, programmando il videoregistratore per scaricare automaticamente sull'hard disk del PC la registrazione di un programma TV o istruendo il frigo affinché aggiorni la lista della spesa archiviata sul palmare.
Fonte: hitech-projects.com
In occasione del rilascio del proprio middleware open source, il consorzio ha organizzato un concorso, chiamato Amigo Challenge, che mette in palio premi fino a 750 euro per la realizzazione di progetti hardware o software basati sui componenti e l'infrastruttura aperta di Amigo.
Il progetto, che ha ricevuto un finanziamento di 13 milioni di euro dall'Unione Europea, in questa pagina ha messo a disposizione degli sviluppatori software, esempi e documentazione.
Di seguito, un video che mostra come lo standard Amigo potrebbe cambiare la vita quotidiana delle persone.
Se tutti dovessero comprare Windows orginale, sarebbe il sistema operativo meno diffuso della storia.
hahahahah Windows originale!!!!
Se tutti dovessero comprare Windows orginale, sarebbe il sistema operativo meno diffuso della storia.
Praticamente installato solo nel frigorifero dello scimmione danzante!
Centinaia di euro solo per avere un accrocchio di codice/spaghetti, una montagna di virus, spyware, trojan e schifezze varie e un computer da formattare e reinstallare ogni 15 giorni.
Winazzari, siete ridicoli.
Se tutti dovessero comprare Windows orginale, sarebbe il sistema operativo meno diffuso della storia.
Praticamente installato solo nel frigorifero dello scimmione danzante!
Centinaia di euro solo per avere un accrocchio di codice/spaghetti, una montagna di virus, spyware, trojan e schifezze varie e un computer da formattare e reinstallare ogni 15 giorni.
Winazzari, siete ridicoli.
LA TRUFFA DEL SOFTWARE PROPRIETARIO: E CI SONO DEI MERDOSI CHE CONTINUANO A DIFENDERLO
- Scritto da: Array
> Ma in un ambiente di lavoro, esempio studio
> grafico, dove la produttività è importante, anzi
> fondamentale, c'è bisogno di software
> professionale, testato e standard. Per questo
OK, sei un troll, ma mi stai quasi simpatico.
> fior di professionisti pagano migliaia di euro
> per comprare l'Adobe CS3 e simili, e ci sono un
> sacco di motivi ovvi per cui GIMP non è
> produttivo, fra i primi l'interfaccia preistorica
> (sembra di lavorare con uno che ti mette i
> bastoni fra le ruote), la possibilità di gestire
> flussi di lavoro (non solo in studio, ma anche
> verso le tipografie, altri studi, ecc, avendo una
> piattaforma unica ed eccellente), la mancanza di
> cose basilari come gli effetti di livello
> lossless, il cmyk e un sacco di altre
> cose.
Ci sono decine di migliaia di studi grafici in Italia, vero? E hanno tutti bisogno assoluto di questo "flusso continuo di lavoro", giusto?
Quello che porti come esempio e` il classico caso di formato chiuso: Tutti usano Photoshop, quindi il PSD e` diventato un formato standard. Ma PSD lo usa solo Photoshop, quindi per usarlo devo comprare Photoshop. E il cerchio si chiude.
Ma Gimp legge il formato PSD (perde, naturalmente, gli effetti dinamici sui livelli, visto che non li supporta). Photoshop apre il formato XCF di Gimp? No? Perche`? E` addirittura open e documentato! I programmatori non sono in grado? Eppure Gimp, parole tue, ha meno potenzialita` di Photoshop. O piuttosto non lo fanno per evitare che il loro bel "flusso" (di denaro) si rompa?
E` la stessa cosa successa con i DOC e gli XLS.
> Ma vi pare che se ci fosse un'alternativa valida,
> la gente continuerebbe a spendere migliaia di
> euro di
> software?
L'alternativa c'e`, perche` per ogni studio grafico che e` "costretto" dal flusso di cui sopra a usare Photoshop, ci sono 100 studi web o multimediali che possono benissimo usare Gimp, visto che non gli serve il CMYK o i Pantone, e 100.000 "utenti comuni" che possono benissimo usare Gimp per ritoccare le fotografie o prepararsi i bottoni per il sito.
L'alternativa e` piu` che valida per il 99% delle persone, solo che e` piu` semplice crackare Photoshop per vedere il PSD che l'amico (con Photoshop crackato) ti ha passato, piuttosto che usare Gimp e chiedere all'amico di ripassartelo in un formato aperto.
> Provate a fare con GIMP una cartina 70x100cm, 300
> dpi, con 200 e più livelli, di cui la maggior
> parte con effetti, maschere, e poi importate
Dipende dalla potenza del computer.
Io ho visto un Dual G5 arrancare con un'immagine simile gia` a un centinaio di livelli senza tanti effetti strani.
> tutto in un corrispettivo di Illustrator per
Aspetta! Photoshop... Illustrator... ma sono dello stesso produttore! Adobe! Che poi fa anche Acrobat, Dreamweaver, Fireworks, ecc.
Chissa` perche` i suoi software parlano bene tra di loro?!? Magari per alimentare il "flusso" di cui sopra?
> inserire tutti i testi e i disegni vettoriali, e
> lavorate all'unisono un pò su GIMP e un pò
> sull'altro come se fosse un unico grande software
> perfettamente integrato. Semplicemente non è
> possibile. Ora aggiungeteci lo stesso identico
> discorso per Flash, Indesign, Acrobat Pro,
> ecc.
Appunto.
Finche` non ti capita un PSD fatto da uno che ha una versione diversa dalla tua, con plugin diversi, o ha un'altra versione di Illustrator. E allora non leggi piu` niente. Visto personalmente.
> Per fare un esempio: GIMP è come la zappa per
> fare l'orticello dietro casa, va benissimo nel
> suo piccolo per piccole necessità, a tempo
> perso.
> Photoshop è come un trattore moderno, potente e
> tecnologico, che ti permette di lavorare
> centinaia di ettari di terra velocemente, in ogni
> condizione, in sicurezza ed
> efficacemente.
Ma con la zappa coltivi anche le pareti al 70% di inclinazione, col trattore ti cappotti.
Esempio del cacchio.
Gimp ha il 70-80% delle funzionalita` di Photoshop, e il 90% degli utenti ne usa il 30-40%
Photoshop ha senso solo in alcune (poche) realta`, non in tutte. In tutte le altre ha piu` senso Gimp.
> A tutti i fanatici di GIMP dico solo di prendere
> una demo di Adobe Design Premium CS3 (per
> esempio), strabuzzeranno gli occhi ad
> installazione avvenuta, e forse capiranno la
> differenza fra software amatoriale e
> professionale (dopo qualche mese di studio dei
> manuali)
Non si installa su Linux. Cosa devo fare?
Buona fortuna con il tuo studio grafico professionale.
> Ma in un ambiente di lavoro, esempio studio
> grafico, dove la produttività è importante, anzi
> fondamentale, c'è bisogno di software
> professionale, testato e standard. Per questo
OK, sei un troll, ma mi stai quasi simpatico.
> fior di professionisti pagano migliaia di euro
> per comprare l'Adobe CS3 e simili, e ci sono un
> sacco di motivi ovvi per cui GIMP non è
> produttivo, fra i primi l'interfaccia preistorica
> (sembra di lavorare con uno che ti mette i
> bastoni fra le ruote), la possibilità di gestire
> flussi di lavoro (non solo in studio, ma anche
> verso le tipografie, altri studi, ecc, avendo una
> piattaforma unica ed eccellente), la mancanza di
> cose basilari come gli effetti di livello
> lossless, il cmyk e un sacco di altre
> cose.
Ci sono decine di migliaia di studi grafici in Italia, vero? E hanno tutti bisogno assoluto di questo "flusso continuo di lavoro", giusto?
Quello che porti come esempio e` il classico caso di formato chiuso: Tutti usano Photoshop, quindi il PSD e` diventato un formato standard. Ma PSD lo usa solo Photoshop, quindi per usarlo devo comprare Photoshop. E il cerchio si chiude.
Ma Gimp legge il formato PSD (perde, naturalmente, gli effetti dinamici sui livelli, visto che non li supporta). Photoshop apre il formato XCF di Gimp? No? Perche`? E` addirittura open e documentato! I programmatori non sono in grado? Eppure Gimp, parole tue, ha meno potenzialita` di Photoshop. O piuttosto non lo fanno per evitare che il loro bel "flusso" (di denaro) si rompa?
E` la stessa cosa successa con i DOC e gli XLS.
> Ma vi pare che se ci fosse un'alternativa valida,
> la gente continuerebbe a spendere migliaia di
> euro di
> software?
L'alternativa c'e`, perche` per ogni studio grafico che e` "costretto" dal flusso di cui sopra a usare Photoshop, ci sono 100 studi web o multimediali che possono benissimo usare Gimp, visto che non gli serve il CMYK o i Pantone, e 100.000 "utenti comuni" che possono benissimo usare Gimp per ritoccare le fotografie o prepararsi i bottoni per il sito.
L'alternativa e` piu` che valida per il 99% delle persone, solo che e` piu` semplice crackare Photoshop per vedere il PSD che l'amico (con Photoshop crackato) ti ha passato, piuttosto che usare Gimp e chiedere all'amico di ripassartelo in un formato aperto.
> Provate a fare con GIMP una cartina 70x100cm, 300
> dpi, con 200 e più livelli, di cui la maggior
> parte con effetti, maschere, e poi importate
Dipende dalla potenza del computer.
Io ho visto un Dual G5 arrancare con un'immagine simile gia` a un centinaio di livelli senza tanti effetti strani.
> tutto in un corrispettivo di Illustrator per
Aspetta! Photoshop... Illustrator... ma sono dello stesso produttore! Adobe! Che poi fa anche Acrobat, Dreamweaver, Fireworks, ecc.
Chissa` perche` i suoi software parlano bene tra di loro?!? Magari per alimentare il "flusso" di cui sopra?
> inserire tutti i testi e i disegni vettoriali, e
> lavorate all'unisono un pò su GIMP e un pò
> sull'altro come se fosse un unico grande software
> perfettamente integrato. Semplicemente non è
> possibile. Ora aggiungeteci lo stesso identico
> discorso per Flash, Indesign, Acrobat Pro,
> ecc.
Appunto.
Finche` non ti capita un PSD fatto da uno che ha una versione diversa dalla tua, con plugin diversi, o ha un'altra versione di Illustrator. E allora non leggi piu` niente. Visto personalmente.
> Per fare un esempio: GIMP è come la zappa per
> fare l'orticello dietro casa, va benissimo nel
> suo piccolo per piccole necessità, a tempo
> perso.
> Photoshop è come un trattore moderno, potente e
> tecnologico, che ti permette di lavorare
> centinaia di ettari di terra velocemente, in ogni
> condizione, in sicurezza ed
> efficacemente.
Ma con la zappa coltivi anche le pareti al 70% di inclinazione, col trattore ti cappotti.
Esempio del cacchio.
Gimp ha il 70-80% delle funzionalita` di Photoshop, e il 90% degli utenti ne usa il 30-40%
Photoshop ha senso solo in alcune (poche) realta`, non in tutte. In tutte le altre ha piu` senso Gimp.
> A tutti i fanatici di GIMP dico solo di prendere
> una demo di Adobe Design Premium CS3 (per
> esempio), strabuzzeranno gli occhi ad
> installazione avvenuta, e forse capiranno la
> differenza fra software amatoriale e
> professionale (dopo qualche mese di studio dei
> manuali)
Non si installa su Linux. Cosa devo fare?
Buona fortuna con il tuo studio grafico professionale.
venerdì, ottobre 26, 2007
CHI HA CREATO I COPRIWATER PER POTER CAGARE SULLE RELIGIONI, E' UN GENIO :D CAGHIAMO IN FACCIA A TUTT I COGLIONI RELIGIOSI !
Copriwater con versetti del Corano in vendita al supermercato, denuncia dell'Imam di Latina
L'Imam di Latina, Sheikh Yusuf, ha protestato davanti alla grande moschea di Monte Antenne durante la visita da parte del ministro degli Interni, Giuliano Amato. L'Imam ha denunciato una campagna di profanazione del Corano attrraverso la vendita, nei negozi della sua provincia, di copriwater con sopra scritti i versetti del Corano: "E' un'offesa nei confronti della nostra religione".
VILIPENDIO ALLA RELIGIONE
Le tavolette, 200, di produzione cinese, sono state sequestrate all'interno di un supermercato della città pontina. Le scritte sono risultate essere un versetto del Corano (il 255 II capitolo, che inneggia alla grandezza di Allah) e ad individuarle sono stati alcuni islamici che hanno informato della vicenda l'imam. Il titolare del supermercato è stato iscritto sul registro degli indagati, come atto dovuto, per vilipendio alla religione.
L'Imam di Latina, Sheikh Yusuf, ha protestato davanti alla grande moschea di Monte Antenne durante la visita da parte del ministro degli Interni, Giuliano Amato. L'Imam ha denunciato una campagna di profanazione del Corano attrraverso la vendita, nei negozi della sua provincia, di copriwater con sopra scritti i versetti del Corano: "E' un'offesa nei confronti della nostra religione".
VILIPENDIO ALLA RELIGIONE
Le tavolette, 200, di produzione cinese, sono state sequestrate all'interno di un supermercato della città pontina. Le scritte sono risultate essere un versetto del Corano (il 255 II capitolo, che inneggia alla grandezza di Allah) e ad individuarle sono stati alcuni islamici che hanno informato della vicenda l'imam. Il titolare del supermercato è stato iscritto sul registro degli indagati, come atto dovuto, per vilipendio alla religione.
Woityla, se non mi sbaglio, non disse nulla. Non ne aveva bisogno.
Diciamolo: la Chiesa ha fatto un clamoroso autogol, e il merito è di padre Georg con il suo intervento contro le trasmissioni di Fiorello e di Crozza (qui ne scrive Blogosfere Cultura).
Intendiamoci: l'Avvenire ha tutto il diritto di pubblicare un editoriale in cui si critica quella satira. Ciò che pare inopportuno è l'intervento di padre Georg, che chiede che «si smetta immediatamente».
Ora. Prima, da cristiani liberali, ci indignamo con l'Islam quando solleva polveroni mondiali per le vignette contro Maometto e poi i massimi vertici della nostra confessione si comportano, fatte le debite proporzioni, nello stesso modo?
Le dichiarazioni di padre Georg paiono un segno di debolezza da parte di una Chiesa che, come disse lo stesso Ratzinger nell'omelia con cui si aprì il conclave per l'elezione del pontefice nel 2005, è una barca che naviga nei marosi del relativismo e della perdita dei valori.
Ma non è vietando che si guadagna un mare più tranquillo. Non esiste che il segretario di un'autorità sì spirituale ma anche politica chieda che cessi la satira nei riguardi del Papa sulle reti televisive di uno stato laico. E se dico che è un segno di debolezza è perché penso a certa satira, anche blasfema, che un tempo appariva sui giornali senza che dal Vaticano si alzasse un alito di protesta.
Mi riferisco, in particolare, a una vignetta apparsa sul manifesto di qualche anno fa, a firma Vauro. Siamo sul Golgota: su una croce, Gesù; sull'altra i due ladroni. Uno è Buttiglione, l'altro Berlusconi.
Dice Buttiglione: «Signore, ricordati di me quando sarai nel Regno dei Cieli»
Risponde Gesù: «Non temere, figliolo»
Replica Buttiglione: «Caxxo vuoi tu? Sto parlando col ladrone»
(Berlusconi sorride)
Cose ben più offensive della satira di Crozza e Fiorello. Non fu svilita a fini politici la figura del Papa, ma la simbologia su cui si fonda il Cristianesimo: la croce, il calvario, la morte di Gesù.
Woityla, se non mi sbaglio, non disse nulla. Non ne aveva bisogno.
Intendiamoci: l'Avvenire ha tutto il diritto di pubblicare un editoriale in cui si critica quella satira. Ciò che pare inopportuno è l'intervento di padre Georg, che chiede che «si smetta immediatamente».
Ora. Prima, da cristiani liberali, ci indignamo con l'Islam quando solleva polveroni mondiali per le vignette contro Maometto e poi i massimi vertici della nostra confessione si comportano, fatte le debite proporzioni, nello stesso modo?
Le dichiarazioni di padre Georg paiono un segno di debolezza da parte di una Chiesa che, come disse lo stesso Ratzinger nell'omelia con cui si aprì il conclave per l'elezione del pontefice nel 2005, è una barca che naviga nei marosi del relativismo e della perdita dei valori.
Ma non è vietando che si guadagna un mare più tranquillo. Non esiste che il segretario di un'autorità sì spirituale ma anche politica chieda che cessi la satira nei riguardi del Papa sulle reti televisive di uno stato laico. E se dico che è un segno di debolezza è perché penso a certa satira, anche blasfema, che un tempo appariva sui giornali senza che dal Vaticano si alzasse un alito di protesta.
Mi riferisco, in particolare, a una vignetta apparsa sul manifesto di qualche anno fa, a firma Vauro. Siamo sul Golgota: su una croce, Gesù; sull'altra i due ladroni. Uno è Buttiglione, l'altro Berlusconi.
Dice Buttiglione: «Signore, ricordati di me quando sarai nel Regno dei Cieli»
Risponde Gesù: «Non temere, figliolo»
Replica Buttiglione: «Caxxo vuoi tu? Sto parlando col ladrone»
(Berlusconi sorride)
Cose ben più offensive della satira di Crozza e Fiorello. Non fu svilita a fini politici la figura del Papa, ma la simbologia su cui si fonda il Cristianesimo: la croce, il calvario, la morte di Gesù.
Woityla, se non mi sbaglio, non disse nulla. Non ne aveva bisogno.
PROPAGANDA CATTOLICA DI INDOTTRINAMENTO PER GENITORI E FIGLI: FACCIAMOCI DUE GHIGNATE CON QUEGLI IMBECILLI DEL MOIGE
Report Settembre 2007
Elaborato grazie alle segnalazioni ricevute attraverso il
Numero Verde 800.93.70.70 e attraverso l’apposito spazio di segnalazione presente sul sito www.genitori.it
Periodo Settembre 2007
Numero totale segnalazioni ricevute: 1327
Media chiamate giornaliere: 44
Percentuale chiamate:
• 69% protesta.
• 2% proposta.
• 25% gradimento.
• 4% informazioni.
Profilo chiamate:
• 52% mamme;
• 31% papà;
• 1% nonni;
• 10% figli;
• 6% altro.
•
La sintesi dei dati raccolti dalle segnalazioni e dal monitoraggio dei collaboratori Moige si esprime in due categorie:
• IN: Le trasmissioni che hanno ricevuto maggiori gradimenti
• OUT:Le trasmissioni che hanno ricevuto maggiori proteste
IN
RETE ‘IN’ DEL MESE: RAI UNO
Film
RAI UNO
• Pretty Princess, lunedì 3 ore 21.20 Rai Uno. Una favola moderna per tutta la famiglia; trasmette messaggi semplici ma buoni.
• Il bambino sull’acqua, mercoledì 5 ore 21.20 Rai Uno. Il film, tratto da una storia vera, parla della speranza e della forza che i genitori sanno tirar fuori quando in gioco è la vita di un figli. Un film che parla anche della solidarietà e l’amicizia che può emergere in situazioni drammatiche.
RAI DUE
• Mary Poppins, mercoledì 12 ore 21.05 Rai Due. Lezioni di pedagogia sempre valide rendono questo film un allegro insegnamento mai fuori tempo.
CANALE 5
• Spider-Man 2, venerdì 14 ore 21.10 Canale 5. Forse il migliore della triade per scene, interpretazione e contenuti: il super-eroe, con problemi molto comuni, matura nell’agire l’insegnamento dello zio: “a grandi poteri corrispondono grandi responsabilità”.
Fiction
RAI UNO
• Giuseppe Moscati - L’amore che guarisce, mercoledì 26 e giovedì 27 ore 21.10 Rai 1. Fiction di ottima realizzazione e buoni attori, in particolare Beppe Fiorello. Si conferma la passione degli spettatori per le storie dei santi, in questo caso forse accresciuta dalla vicinanza storica del personaggio, che viene ricordato nella storia contemporanea come un grande medico e ricercatore. Un modello, dunque, ancora valido per i giovani.
CANALE 5
• Il Generale Dalla Chiesa, lunedì 10 e martedì 11 ore 21.10 Canale 5. Importante ricostruzione della vita e delle azioni di uno dei nostri eroi moderni, per non dimenticare!
Programmi
RAI UNO
• I soliti ignoti-identità nascoste, ultima puntata domenica16 ore 21.30 Rai Uno;
• Ballando con le stelle, venerdì ore 21.20 Rai Uno;
• Prova del cuoco dal lunedì al sabato ore 12 Rai Uno.
CANALE 5
• Paperissima sprint, domenica ore 20.40 Canale 5;
Programmi per ragazzi
RAI DUE
• Random, dal lunedì al sabato ore 7 e domenica ore 9.05 Rai Due.
RAI TRE
• Trebisonda, dal lunedì al venerdì ore 14 Rai Tre.
ALTRO
• High School Musical 2, 29 settembre ore 15.00 – Disney Channel. Attesissima da tanti appassionati giovani fans questa seconda parte. Una commedia pulita e divertente che si basa su due componenti vincenti: ottimi brani musicali e balli scatenati, eseguiti da bravi interpreti, e il messaggio dell’amicizia, valore forte e fondante di tutta la storia.
OUT
RETE OUT DEL MESE: CANALE 5
Film
CANALE 5
• Paparazzi, mercoledì 19 ore 21.10 Canale 5. Vuoto e volgarità non adatte alla prima serata.
• Bodyguards, mercoledì 26 ore 21.10 Canale 5. Le risate, provocate con volgarità e doppi sensi, tipiche di questo genere di film, lo rendono decisamente inopportuno per i più piccoli e dunque per la fascia protetta, specialmente senza un’opportuna controprogrammazione su un’altra rete Mediaset.
RAI TRE
• La tela dell’assassino, giovedì 27 ore 21.10 Rai Tre (bollino rosso). Alto contenuto di violenza e scene molto crude.
Fiction
CANALE 5
• Caterina e le sue figlie 2, ogni domenica ore 21.20 Canale 5. I temi trattati e alcune situazioni lo rendono inadatto ad un pubblico familiare.
• Distretto di polizia 7, ogni giovedì ore 21.20 Canale 5. La prima storia, che riguarda il rapimento e la morte di un bambino, risultano per il pubblico un pugno allo stomaco. Non è stato gradito il cambio di sceneggiatura, le scene e le storie ora sono troppo forti. Rimane la buona qualità del prodotto e la presenza di un buon cast ma nell’insieme il telefilm risulta, almeno nelle prime puntate, inadatto a un pubblico familiare.
Telefilm
CANALE 5
• Beautiful dal lunedì al venerdì ore 13.40 Canale 5. Storie sentimentali, intrecci amorosi e quanto di più diseducativo per la formazione affettiva di bambini e adolescenti, tutto con l’aggravante dell’estrema “leggerezza”con cui tutto avviene e può avvenire.
ITALIA 1
• Heroes, ogni domenica ore 20.30 Italia 1. Il telefilm appassiona i ragazzi, ma ha scene di estrema violenza e crudezza, che sono state evidenti soprattutto nella prima puntata, che lo rendo inadatto alla prima serata.
• Dr House, ogni mercoledì ore 21 Italia 1. Si tratta di un ottimo prodotto americano, ma per i contenuti e le immagini è sconsigliabile ai minori di 14 anni.
Programmi
CANALE 5
• Ciao Darwin, martedì ore 21.10 Canale 5. Finita la novità della prima serie, ogni riedizione perde ulteriormente d’interesse e rimane solo qualche eccesso di volgarità e cattivo gusto. Sprecata la bella coppia Bonolis-Laurenti.
• Verissimo, sabato ore 16 Canale 5. Negli annunci la promessa era di tanta attualità e cronaca, nella prima puntata, invece, solo gossip e promozione di personaggi Mediaset. Nella stessa puntata anche la dichiarazione di Fabrizio Corona che afferma, tranquillamente, di far uso di droga “leggera”!
• Uomini e donne, dal lunedì al venerdì ore 14.45 Canale 5. Continua a essere uno dei programmi più contestati per la volgarità e i modelli diseducativi che offre, specialmente per i giovani.
• Tg 5 venerdì 21 ore 20 Canale 5. Fortissime le scene messe in onda in occasione di un servizio sull’abuso delle pistole elettriche in dotazione alla polizia statunitense. Nella stessa serata sono state mostrate le immagini, girate a scuola con il cellulare, di una molestia sessuale ad un insegnante da parte di uno studente italiano.
RAI UNO
• Miss Italia 2007, giovedì 20, venerdì 21, domenica 23, lunedì 24 ore 21.10 Rai Uno. Cadute di stile inaspettate: nella 1°puntata lite tra i due presentatori noti come professionisti da imitare; segue la discussione sul “lato B” veramente di basso livello per la prima rete di stato. Entrambe le situazioni di pessimo esempio per le giovani aspiranti al titolo. In questo clima passa inosservato il blando messaggio contro l’eccessiva magrezza e l’anoressia.
ITALIA 1
• Studio aperto dal lunedì al sabato ore 18.30 e la domenica alle 17.50 Italia 1. Costanti le proteste verso questo “Tg”. Col cambio di direttore molti degli utenti che si sono rivolti al Moige si augurano un cambiamento di stile e contenuti.
Programmi per ragazzi:
ITALIA 1
• I Simpson, dal lunedì al venerdì ore 14.30 Italia 1. La serie continua ad appassionare i più giovani, anche i bambini, pur non essendo un programma destinato a loro. Una diversa collocazione oraria sarebbe più opportuna.
Elaborato grazie alle segnalazioni ricevute attraverso il
Numero Verde 800.93.70.70 e attraverso l’apposito spazio di segnalazione presente sul sito www.genitori.it
Periodo Settembre 2007
Numero totale segnalazioni ricevute: 1327
Media chiamate giornaliere: 44
Percentuale chiamate:
• 69% protesta.
• 2% proposta.
• 25% gradimento.
• 4% informazioni.
Profilo chiamate:
• 52% mamme;
• 31% papà;
• 1% nonni;
• 10% figli;
• 6% altro.
•
La sintesi dei dati raccolti dalle segnalazioni e dal monitoraggio dei collaboratori Moige si esprime in due categorie:
• IN: Le trasmissioni che hanno ricevuto maggiori gradimenti
• OUT:Le trasmissioni che hanno ricevuto maggiori proteste
IN
RETE ‘IN’ DEL MESE: RAI UNO
Film
RAI UNO
• Pretty Princess, lunedì 3 ore 21.20 Rai Uno. Una favola moderna per tutta la famiglia; trasmette messaggi semplici ma buoni.
• Il bambino sull’acqua, mercoledì 5 ore 21.20 Rai Uno. Il film, tratto da una storia vera, parla della speranza e della forza che i genitori sanno tirar fuori quando in gioco è la vita di un figli. Un film che parla anche della solidarietà e l’amicizia che può emergere in situazioni drammatiche.
RAI DUE
• Mary Poppins, mercoledì 12 ore 21.05 Rai Due. Lezioni di pedagogia sempre valide rendono questo film un allegro insegnamento mai fuori tempo.
CANALE 5
• Spider-Man 2, venerdì 14 ore 21.10 Canale 5. Forse il migliore della triade per scene, interpretazione e contenuti: il super-eroe, con problemi molto comuni, matura nell’agire l’insegnamento dello zio: “a grandi poteri corrispondono grandi responsabilità”.
Fiction
RAI UNO
• Giuseppe Moscati - L’amore che guarisce, mercoledì 26 e giovedì 27 ore 21.10 Rai 1. Fiction di ottima realizzazione e buoni attori, in particolare Beppe Fiorello. Si conferma la passione degli spettatori per le storie dei santi, in questo caso forse accresciuta dalla vicinanza storica del personaggio, che viene ricordato nella storia contemporanea come un grande medico e ricercatore. Un modello, dunque, ancora valido per i giovani.
CANALE 5
• Il Generale Dalla Chiesa, lunedì 10 e martedì 11 ore 21.10 Canale 5. Importante ricostruzione della vita e delle azioni di uno dei nostri eroi moderni, per non dimenticare!
Programmi
RAI UNO
• I soliti ignoti-identità nascoste, ultima puntata domenica16 ore 21.30 Rai Uno;
• Ballando con le stelle, venerdì ore 21.20 Rai Uno;
• Prova del cuoco dal lunedì al sabato ore 12 Rai Uno.
CANALE 5
• Paperissima sprint, domenica ore 20.40 Canale 5;
Programmi per ragazzi
RAI DUE
• Random, dal lunedì al sabato ore 7 e domenica ore 9.05 Rai Due.
RAI TRE
• Trebisonda, dal lunedì al venerdì ore 14 Rai Tre.
ALTRO
• High School Musical 2, 29 settembre ore 15.00 – Disney Channel. Attesissima da tanti appassionati giovani fans questa seconda parte. Una commedia pulita e divertente che si basa su due componenti vincenti: ottimi brani musicali e balli scatenati, eseguiti da bravi interpreti, e il messaggio dell’amicizia, valore forte e fondante di tutta la storia.
OUT
RETE OUT DEL MESE: CANALE 5
Film
CANALE 5
• Paparazzi, mercoledì 19 ore 21.10 Canale 5. Vuoto e volgarità non adatte alla prima serata.
• Bodyguards, mercoledì 26 ore 21.10 Canale 5. Le risate, provocate con volgarità e doppi sensi, tipiche di questo genere di film, lo rendono decisamente inopportuno per i più piccoli e dunque per la fascia protetta, specialmente senza un’opportuna controprogrammazione su un’altra rete Mediaset.
RAI TRE
• La tela dell’assassino, giovedì 27 ore 21.10 Rai Tre (bollino rosso). Alto contenuto di violenza e scene molto crude.
Fiction
CANALE 5
• Caterina e le sue figlie 2, ogni domenica ore 21.20 Canale 5. I temi trattati e alcune situazioni lo rendono inadatto ad un pubblico familiare.
• Distretto di polizia 7, ogni giovedì ore 21.20 Canale 5. La prima storia, che riguarda il rapimento e la morte di un bambino, risultano per il pubblico un pugno allo stomaco. Non è stato gradito il cambio di sceneggiatura, le scene e le storie ora sono troppo forti. Rimane la buona qualità del prodotto e la presenza di un buon cast ma nell’insieme il telefilm risulta, almeno nelle prime puntate, inadatto a un pubblico familiare.
Telefilm
CANALE 5
• Beautiful dal lunedì al venerdì ore 13.40 Canale 5. Storie sentimentali, intrecci amorosi e quanto di più diseducativo per la formazione affettiva di bambini e adolescenti, tutto con l’aggravante dell’estrema “leggerezza”con cui tutto avviene e può avvenire.
ITALIA 1
• Heroes, ogni domenica ore 20.30 Italia 1. Il telefilm appassiona i ragazzi, ma ha scene di estrema violenza e crudezza, che sono state evidenti soprattutto nella prima puntata, che lo rendo inadatto alla prima serata.
• Dr House, ogni mercoledì ore 21 Italia 1. Si tratta di un ottimo prodotto americano, ma per i contenuti e le immagini è sconsigliabile ai minori di 14 anni.
Programmi
CANALE 5
• Ciao Darwin, martedì ore 21.10 Canale 5. Finita la novità della prima serie, ogni riedizione perde ulteriormente d’interesse e rimane solo qualche eccesso di volgarità e cattivo gusto. Sprecata la bella coppia Bonolis-Laurenti.
• Verissimo, sabato ore 16 Canale 5. Negli annunci la promessa era di tanta attualità e cronaca, nella prima puntata, invece, solo gossip e promozione di personaggi Mediaset. Nella stessa puntata anche la dichiarazione di Fabrizio Corona che afferma, tranquillamente, di far uso di droga “leggera”!
• Uomini e donne, dal lunedì al venerdì ore 14.45 Canale 5. Continua a essere uno dei programmi più contestati per la volgarità e i modelli diseducativi che offre, specialmente per i giovani.
• Tg 5 venerdì 21 ore 20 Canale 5. Fortissime le scene messe in onda in occasione di un servizio sull’abuso delle pistole elettriche in dotazione alla polizia statunitense. Nella stessa serata sono state mostrate le immagini, girate a scuola con il cellulare, di una molestia sessuale ad un insegnante da parte di uno studente italiano.
RAI UNO
• Miss Italia 2007, giovedì 20, venerdì 21, domenica 23, lunedì 24 ore 21.10 Rai Uno. Cadute di stile inaspettate: nella 1°puntata lite tra i due presentatori noti come professionisti da imitare; segue la discussione sul “lato B” veramente di basso livello per la prima rete di stato. Entrambe le situazioni di pessimo esempio per le giovani aspiranti al titolo. In questo clima passa inosservato il blando messaggio contro l’eccessiva magrezza e l’anoressia.
ITALIA 1
• Studio aperto dal lunedì al sabato ore 18.30 e la domenica alle 17.50 Italia 1. Costanti le proteste verso questo “Tg”. Col cambio di direttore molti degli utenti che si sono rivolti al Moige si augurano un cambiamento di stile e contenuti.
Programmi per ragazzi:
ITALIA 1
• I Simpson, dal lunedì al venerdì ore 14.30 Italia 1. La serie continua ad appassionare i più giovani, anche i bambini, pur non essendo un programma destinato a loro. Una diversa collocazione oraria sarebbe più opportuna.
Evviva i privilegi, evviva la ricchezza di pochi sulla pelle di molti. evviva l' italia, Cribbio !!!
Povera Italia senza paga
stipendi più bassi d’Europa
Mentre negli altri paesi europei le retribuzioni continuano a crescere, in Italia rimangono al palo. A rimetterci sia i single che le coppie con figli. I dati dell'analisi di Eurostat. Tabelle: la busta paga dei single senza figli, la busta paga di una coppia con due figli. Strumenti: calcola lo stipendio netto.
di FEDERICO PACE
Gli stipendi italiani sono quasi una miseria. Ciascuno ne ha da tempo una sensazione chiara. La busta paga di molti non basta a quel che dovrebbe. Ora la conferma, a quella che era qualcusa di più di una sensazione, l'ha offerta Mario Draghi, il governatore di Bankitalia, che ha chiesto che le retribuzioni riprendano a crescere. “I livelli retributivi - ha detto il governatore in occasione di una lezione all’Università di Torino - sono in Italia più bassi che negli altri principali paesi dell’Unione europea”. E a supporto ha fatto riferimento ai dati di un'indagine di Eurostat che confronta le retribuzioni dei paesi europei tenendo conto anche dell’evoluzione dei prezzi.
L’analisi effettuata del centro di studi statistico dell’Unione è la più recente comparazione dell’evoluzione degli stipendi in Europa. Prende in considerazione gli anni compresi tra il 1996 e il 2002 e si riferisce ai dipendenti dei comparti dell’industria manifatturiera. E l’Italia non ne esce affatto bene.
Dal 1996 al 2002 le retribuzioni italiane sono rimaste al palo acuendo in qualche mondo le distanze dagli altri paesi. Nessun miglioramento di alcun tipo. Mentre infatti da noi la busta paga rimaneva “congelata”, in altri paesi le retribuzioni invece si muovevano. In Francia, Germania o Regno Unito, il potere d’acquisto degli addetti dei settori coinvolti ha avuto una andamento nettamente migliore.
Per quanto riguarda la categoria dei “single” nel 2002 la sua busta paga è rimasta a 16.426 euro. Pressoché lo stesso di quanto prendeva nel 1996, ovvero 16 mila e 393 euro l’anno (vedi tabella).
Nel Regno Unito, nello stesso intervallo di tempo si è registrata una crescita pari al 21,6 per cento. Così in Olanda (+27,3%) e in Francia (+23,4%).
Ma l'evoluzionre retributiva non ha danneggiato solo i single. A perdere il confronto con i partner europei sono anche le retribuzioni complessive di una coppia con due figli (vedi tabella). In questo caso a incidere su quanto finisce in tasca ai dipendenti ci sono anche le politiche di sostegno alle famiglie (strumenti come gli assegni famigliari e gli sgravi fiscali). Anche qui l’Italia ha la maglia nera. La retribuzione complessiva è cresciuta tra il 1996 e il 2002 solo del 3,4 per cento.
Senza contare poi che in questi anni in Italia, la disparità retributiva è cresciuta più che in altri paesi. Solo Giappone e Regno Unito hanno mostrato un andamento simile al nostro.
Dal 2001 al 2006 la proporzione tra le retribuzioni delle figure dirigenziali e quelle impiegatizie è cresciuta passando da un rapporto di tre a uno fino ad un rapporto di quattro a uno.
A questo va aggiunto che i salari d'ingresso - come ha messo in evidenza Draghi - sono sempre più magri e i giovani nei primi anni di lavoro sono costretti ad accettare retribuzioni che difficilmente superano i mille euro.
Repubblica online 26.10.2007
Postato da ttosca - Permalink - commenti (3) - commenti (3) (popup)
Coinvolti --->
stipendi più bassi d’Europa
Mentre negli altri paesi europei le retribuzioni continuano a crescere, in Italia rimangono al palo. A rimetterci sia i single che le coppie con figli. I dati dell'analisi di Eurostat. Tabelle: la busta paga dei single senza figli, la busta paga di una coppia con due figli. Strumenti: calcola lo stipendio netto.
di FEDERICO PACE
Gli stipendi italiani sono quasi una miseria. Ciascuno ne ha da tempo una sensazione chiara. La busta paga di molti non basta a quel che dovrebbe. Ora la conferma, a quella che era qualcusa di più di una sensazione, l'ha offerta Mario Draghi, il governatore di Bankitalia, che ha chiesto che le retribuzioni riprendano a crescere. “I livelli retributivi - ha detto il governatore in occasione di una lezione all’Università di Torino - sono in Italia più bassi che negli altri principali paesi dell’Unione europea”. E a supporto ha fatto riferimento ai dati di un'indagine di Eurostat che confronta le retribuzioni dei paesi europei tenendo conto anche dell’evoluzione dei prezzi.
L’analisi effettuata del centro di studi statistico dell’Unione è la più recente comparazione dell’evoluzione degli stipendi in Europa. Prende in considerazione gli anni compresi tra il 1996 e il 2002 e si riferisce ai dipendenti dei comparti dell’industria manifatturiera. E l’Italia non ne esce affatto bene.
Dal 1996 al 2002 le retribuzioni italiane sono rimaste al palo acuendo in qualche mondo le distanze dagli altri paesi. Nessun miglioramento di alcun tipo. Mentre infatti da noi la busta paga rimaneva “congelata”, in altri paesi le retribuzioni invece si muovevano. In Francia, Germania o Regno Unito, il potere d’acquisto degli addetti dei settori coinvolti ha avuto una andamento nettamente migliore.
Per quanto riguarda la categoria dei “single” nel 2002 la sua busta paga è rimasta a 16.426 euro. Pressoché lo stesso di quanto prendeva nel 1996, ovvero 16 mila e 393 euro l’anno (vedi tabella).
Nel Regno Unito, nello stesso intervallo di tempo si è registrata una crescita pari al 21,6 per cento. Così in Olanda (+27,3%) e in Francia (+23,4%).
Ma l'evoluzionre retributiva non ha danneggiato solo i single. A perdere il confronto con i partner europei sono anche le retribuzioni complessive di una coppia con due figli (vedi tabella). In questo caso a incidere su quanto finisce in tasca ai dipendenti ci sono anche le politiche di sostegno alle famiglie (strumenti come gli assegni famigliari e gli sgravi fiscali). Anche qui l’Italia ha la maglia nera. La retribuzione complessiva è cresciuta tra il 1996 e il 2002 solo del 3,4 per cento.
Senza contare poi che in questi anni in Italia, la disparità retributiva è cresciuta più che in altri paesi. Solo Giappone e Regno Unito hanno mostrato un andamento simile al nostro.
Dal 2001 al 2006 la proporzione tra le retribuzioni delle figure dirigenziali e quelle impiegatizie è cresciuta passando da un rapporto di tre a uno fino ad un rapporto di quattro a uno.
A questo va aggiunto che i salari d'ingresso - come ha messo in evidenza Draghi - sono sempre più magri e i giovani nei primi anni di lavoro sono costretti ad accettare retribuzioni che difficilmente superano i mille euro.
Repubblica online 26.10.2007
Postato da ttosca - Permalink - commenti (3) - commenti (3) (popup)
Coinvolti --->
Vai tra sciura, te la rispediscono. In comode rate, un pezzo alla volta
La madre di Denise si incatena davanti al Quirinale
di Antonio Taglialatela del 26/10/2007 in Cronaca - Letto 856 volte - Voto: 4 / 5
Denise PipitoneROMA. Piera Maggio, la madre di Denise Pipitone, la piccola scomparsa il 1 settembre 2004 all’età di 4 anni, si è incatenata per protesta ad una panchina della piazza antistante l’ingresso principale del Quirinale.
Ha minacciato uno sciopero della fame, chiede maggiore attenzione, verità e giustizia sulla scomparsa della figlia. Protesta che ricade oggi, giorno del settimo compleanno di Denise. La donna è stata ricevuta in Quirinale dal prefetto Alberto Ruffo, consigliere per la sicurezza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale ha ascoltato la Maggio che già lo scorso anno incontrò il Capo dello Stato durante una manifestazione in difesa dei minori. Vista la disponibilità del prefetto Ruffo, ha sospeso la protesta.
Piera Maggio, madre di Denise“Ho avuto modo i palesare tutti i miei dubbi e le mie perplessità, oltre al mio dolore, il dolore di un genitore a cui manca da tre anni la bambina che proprio oggi compirebbe 7 anni”, ha detto ai giornalisti la donna che, ricordiamo, si è fatta promotrice della richiesta di una modifica della legge sul sequestro di persona per quanto riguarda i minori. “Una battaglia per tutti – spiega - perché è una legge che serve per dare una maggiore tutela ai bambini che sono stati sequestrati. La legge attuale non permette di procedere per alcune cose importanti che si dovrebbero fare in questi casi: il reato di sequestro di minorenne non esiste e quindi non si possono attuare delle misure coercitive per queste persone. Il reato si riduce a ben poco e quindi non si possono fare azioni importanti per aiutare questi bambini”. Tre anni fa la piccola Denise scomparve davanti alla propria abitazione di Mazara del Vallo (Trapani), probabilmente per un rapimento. L’ipotesi, attorno a cui finora si è concentrata maggiormente l’indagine, è quella di un sequestro maturato in ambito familiare. Si presume che la bimba sia stata affidata, dopo il rapimento, ad un gruppo di nomadi. In questi anni diverse sono state le segnalazioni di persone che hanno visto una bimba somigliante a Denise, tra cui due che sarebbero attendibili secondo gli investigatori: una a Latina, dove una donna ha detto di aver visto una bimba somigliante alla piccola dentro un’auto, in compagnia di alcuni ro; l’altra a Milano, dove una guardia giurata ha ripreso con il telefonino una ragazzina dai tratti somatici in comune con Denise, che una donna chiamava “Danas”.
di Antonio Taglialatela del 26/10/2007 in Cronaca - Letto 856 volte - Voto: 4 / 5
Denise PipitoneROMA. Piera Maggio, la madre di Denise Pipitone, la piccola scomparsa il 1 settembre 2004 all’età di 4 anni, si è incatenata per protesta ad una panchina della piazza antistante l’ingresso principale del Quirinale.
Ha minacciato uno sciopero della fame, chiede maggiore attenzione, verità e giustizia sulla scomparsa della figlia. Protesta che ricade oggi, giorno del settimo compleanno di Denise. La donna è stata ricevuta in Quirinale dal prefetto Alberto Ruffo, consigliere per la sicurezza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale ha ascoltato la Maggio che già lo scorso anno incontrò il Capo dello Stato durante una manifestazione in difesa dei minori. Vista la disponibilità del prefetto Ruffo, ha sospeso la protesta.
Piera Maggio, madre di Denise“Ho avuto modo i palesare tutti i miei dubbi e le mie perplessità, oltre al mio dolore, il dolore di un genitore a cui manca da tre anni la bambina che proprio oggi compirebbe 7 anni”, ha detto ai giornalisti la donna che, ricordiamo, si è fatta promotrice della richiesta di una modifica della legge sul sequestro di persona per quanto riguarda i minori. “Una battaglia per tutti – spiega - perché è una legge che serve per dare una maggiore tutela ai bambini che sono stati sequestrati. La legge attuale non permette di procedere per alcune cose importanti che si dovrebbero fare in questi casi: il reato di sequestro di minorenne non esiste e quindi non si possono attuare delle misure coercitive per queste persone. Il reato si riduce a ben poco e quindi non si possono fare azioni importanti per aiutare questi bambini”. Tre anni fa la piccola Denise scomparve davanti alla propria abitazione di Mazara del Vallo (Trapani), probabilmente per un rapimento. L’ipotesi, attorno a cui finora si è concentrata maggiormente l’indagine, è quella di un sequestro maturato in ambito familiare. Si presume che la bimba sia stata affidata, dopo il rapimento, ad un gruppo di nomadi. In questi anni diverse sono state le segnalazioni di persone che hanno visto una bimba somigliante a Denise, tra cui due che sarebbero attendibili secondo gli investigatori: una a Latina, dove una donna ha detto di aver visto una bimba somigliante alla piccola dentro un’auto, in compagnia di alcuni ro; l’altra a Milano, dove una guardia giurata ha ripreso con il telefonino una ragazzina dai tratti somatici in comune con Denise, che una donna chiamava “Danas”.
Annozero: Forleo e De Magistris denunciano intimidazioni
Annozero: Forleo e De Magistris denunciano intimidazioni
Inviato da Val il 26/10/2007 9:38:46 ( )
Ancora Forleo e De Magistris, ancora Annozero. Grave denuncia del Gip Forleo: intimidazioni da istituzioni e forze dell’ordine.
Una puntata, quella della trasmissione di Michele Santoro, che ricalca la falsa riga di quella andata in onda lo scorso 14 Ottobre. Il primo a prendere la parola è il pm di Catanzaro De Magistris.
“Non sono nemico di Clemente Mastella”, assicura. “Io ho il massimo ossequio per la Costituzione e le istituzioni della Repubblica” e “non vivo la sindrome dell'accerchiamento, ma certo registro una certa mortificazione, che è molto rilevante per un magistrato che nel giro di 7-8 mesi si è visto sottratto indagini importanti. Chiedo al Csm”quindi, aggiunge il magistrato, “di sapere se ci sono le condizioni per esercitare questo lavoro in Calabria. Io” afferma, “voglio rimanere in Calabria e continuare a lavorare qui, come ho fatto in tutto questo tempo, di giorno e di notte. È un diritto, il mio, ma soprattutto un dovere chiederlo”.
Non è stanco, nonostante le numerose polemiche spesso seguite alle sue dichiarazioni, di ribadire, secondo il suo punto di vista, “l’illegalità” dell’avocazione delle sue inchieste: “Poseidone” prima, e “Why not” dopo. “Mi preoccupa”, spiega de Magistris, “che l’Anm abbia detto ben poco, per non dire niente su questa avocazione”, visto che “tutti coloro che hanno lavorato a questa inchiesta hanno subito intimidazioni”.
Non meno scioccante la testimonianza, seppur pacata, del gip di Milano Clementina Forleo.
“Se si toccano i fili della corrente, quelli dei pali della luce”, spiega, “ si muore. Per questo dicono che i giudici forti è meglio per tutti che stiano a casa, che stiano zitti, che siano sobri, che scrivano sentenze. E questo provoca in me molta amarezza”, sottolinea il magistrato un amarezza, che sfocia in una grave accusa. “Ho dovuto passare la giornata dai carabinieri a denunciare i tentativi di delegittimazione e di intimidazione che ho ricevuto da parte di soggetti istituzionali, colleghi non del mio ufficio e forze dell'ordine. L'ho dovuto fare per motivi di sicurezza”. Una frase da far gelare il sangue nelle vene. Nonostante fosse incalzata da Santoro, la Forleo si è limitata a ribadire che si tratta di suoi pari, già denunciati alla autorità competente. Fatto confermato dal nucleo operativo dei Carabinieri di Milano.
Inviato da Val il 26/10/2007 9:38:46 ( )
Ancora Forleo e De Magistris, ancora Annozero. Grave denuncia del Gip Forleo: intimidazioni da istituzioni e forze dell’ordine.
Una puntata, quella della trasmissione di Michele Santoro, che ricalca la falsa riga di quella andata in onda lo scorso 14 Ottobre. Il primo a prendere la parola è il pm di Catanzaro De Magistris.
“Non sono nemico di Clemente Mastella”, assicura. “Io ho il massimo ossequio per la Costituzione e le istituzioni della Repubblica” e “non vivo la sindrome dell'accerchiamento, ma certo registro una certa mortificazione, che è molto rilevante per un magistrato che nel giro di 7-8 mesi si è visto sottratto indagini importanti. Chiedo al Csm”quindi, aggiunge il magistrato, “di sapere se ci sono le condizioni per esercitare questo lavoro in Calabria. Io” afferma, “voglio rimanere in Calabria e continuare a lavorare qui, come ho fatto in tutto questo tempo, di giorno e di notte. È un diritto, il mio, ma soprattutto un dovere chiederlo”.
Non è stanco, nonostante le numerose polemiche spesso seguite alle sue dichiarazioni, di ribadire, secondo il suo punto di vista, “l’illegalità” dell’avocazione delle sue inchieste: “Poseidone” prima, e “Why not” dopo. “Mi preoccupa”, spiega de Magistris, “che l’Anm abbia detto ben poco, per non dire niente su questa avocazione”, visto che “tutti coloro che hanno lavorato a questa inchiesta hanno subito intimidazioni”.
Non meno scioccante la testimonianza, seppur pacata, del gip di Milano Clementina Forleo.
“Se si toccano i fili della corrente, quelli dei pali della luce”, spiega, “ si muore. Per questo dicono che i giudici forti è meglio per tutti che stiano a casa, che stiano zitti, che siano sobri, che scrivano sentenze. E questo provoca in me molta amarezza”, sottolinea il magistrato un amarezza, che sfocia in una grave accusa. “Ho dovuto passare la giornata dai carabinieri a denunciare i tentativi di delegittimazione e di intimidazione che ho ricevuto da parte di soggetti istituzionali, colleghi non del mio ufficio e forze dell'ordine. L'ho dovuto fare per motivi di sicurezza”. Una frase da far gelare il sangue nelle vene. Nonostante fosse incalzata da Santoro, la Forleo si è limitata a ribadire che si tratta di suoi pari, già denunciati alla autorità competente. Fatto confermato dal nucleo operativo dei Carabinieri di Milano.
Ma Cribbio, io sono un bravo ragazzo ! Emilio, diglielo anche tu !
PROCESSO SME
La Cassazione conferma l'assoluzione per Berlusconi
Il pg Oscar Cedrangolo nella sua requisitoria l'aveva chiesta davanti ai giudici della sesta sezione penale della Suprema Corte. L'assoluzione era già stata accordata all'ex presidente del Consiglio dalla Corte d'Appello lombarda
Home
prec succ
silvio berlusconi Roma, 26 ottobre 2007 -La sesta sezione penale della Cassazione ha confermato l'assoluzione nei confronti di Silvio Berlusconi nell'ambito del processo Sme.
LA RICHIESTA DEL PG
Va confermata l'assoluzione dell'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nell'ambito della vicenda Sme. Lo ha chiesto il sostituto procuratore generale della Cassazione, Oscar Cedrangolo, ai giudici della VI sezione penale chiamati a decidere sul ricorso presentato dalla Procura di Milano contro l'assoluzione accordata a Berlusconi lo scorso 27 aprile dalla Corte d'Appello lombarda relativamente all'accusa di corruzione in atti giudiziari.
A modo di vedere della pubblica accusa della Cassazione il ricorso della Procura di Milano va rigettato in quanto non fa che proporre una "rivisitazione in punto di fatto" non consentita in Cassazione".
Nella breve requisitoria il pg della Cassazione, allineandosi alla relazione fatta dal consigliere Giacomo Paoloni, non ha potuto fare a meno di sottolineare che "risulta pacificamente che sia la sentenza che ha assolto" dall'accusa di corruzione Berlusconi, "sia il pg di Milano che ne vorrebbe l'annullamento si fondano sulla stessa sentenza Imi Sir". Dunque, secondo il pg della Suprema Corte, "è singolare che si possa pensare che la stessa sentenza possa essere sottoposta a due chiavi di lettura diverse: l'assoluzione da una parte a la cancellazione dell'assoluzione dall'altra".
Il punto è capire, ha detto Cedrangolo, "entro che limiti debba essere inquadrato il reato di corruzione in atti giudiziari. Sembra quasi che il pg si dolga dell'interpretazione restrittiva data dalla Cassazione, nella sentenza Imi Sir, laddove ha limitato la sfera del reato di corruzione alla condotta che debba concretizzarsi in atti di ufficio.
Ma non è così", ha sostenuto Cedrangolo secondo il quale "non si può bypassare la parte della sentenza Imi Sir nella quale è stata precisata la sfera di influenza". Da qui la richiesta del rigetto del ricorso della Procura di Milano che secondo la pubblica accusa della Cassazione è un ricorso "in punto di fatto".
Nel dettaglio i giudici della Corte d'Appello di Milano lo scorso 27 aprile hanno assolto Berlusconi dall'accusa di corruzione in atti giudiziari per i 434 mila dollari che da un conto Fininvest sono finiti al giudice Renato Squillante attraverso Cesare Previti.
Per questo capo d'accusa l'assoluzione in base all'art. 530 comma 2 (una vecchia formula dell'insufficienza di prove) è stata nel merito per non aver commesso il fatto. In primo grado Berlusconi, per questo capo di imputazione, era stato prosciolto per prescrizione grazie alla concessione delle attenuanti generiche.
La Cassazione conferma l'assoluzione per Berlusconi
Il pg Oscar Cedrangolo nella sua requisitoria l'aveva chiesta davanti ai giudici della sesta sezione penale della Suprema Corte. L'assoluzione era già stata accordata all'ex presidente del Consiglio dalla Corte d'Appello lombarda
Home
prec succ
silvio berlusconi Roma, 26 ottobre 2007 -La sesta sezione penale della Cassazione ha confermato l'assoluzione nei confronti di Silvio Berlusconi nell'ambito del processo Sme.
LA RICHIESTA DEL PG
Va confermata l'assoluzione dell'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nell'ambito della vicenda Sme. Lo ha chiesto il sostituto procuratore generale della Cassazione, Oscar Cedrangolo, ai giudici della VI sezione penale chiamati a decidere sul ricorso presentato dalla Procura di Milano contro l'assoluzione accordata a Berlusconi lo scorso 27 aprile dalla Corte d'Appello lombarda relativamente all'accusa di corruzione in atti giudiziari.
A modo di vedere della pubblica accusa della Cassazione il ricorso della Procura di Milano va rigettato in quanto non fa che proporre una "rivisitazione in punto di fatto" non consentita in Cassazione".
Nella breve requisitoria il pg della Cassazione, allineandosi alla relazione fatta dal consigliere Giacomo Paoloni, non ha potuto fare a meno di sottolineare che "risulta pacificamente che sia la sentenza che ha assolto" dall'accusa di corruzione Berlusconi, "sia il pg di Milano che ne vorrebbe l'annullamento si fondano sulla stessa sentenza Imi Sir". Dunque, secondo il pg della Suprema Corte, "è singolare che si possa pensare che la stessa sentenza possa essere sottoposta a due chiavi di lettura diverse: l'assoluzione da una parte a la cancellazione dell'assoluzione dall'altra".
Il punto è capire, ha detto Cedrangolo, "entro che limiti debba essere inquadrato il reato di corruzione in atti giudiziari. Sembra quasi che il pg si dolga dell'interpretazione restrittiva data dalla Cassazione, nella sentenza Imi Sir, laddove ha limitato la sfera del reato di corruzione alla condotta che debba concretizzarsi in atti di ufficio.
Ma non è così", ha sostenuto Cedrangolo secondo il quale "non si può bypassare la parte della sentenza Imi Sir nella quale è stata precisata la sfera di influenza". Da qui la richiesta del rigetto del ricorso della Procura di Milano che secondo la pubblica accusa della Cassazione è un ricorso "in punto di fatto".
Nel dettaglio i giudici della Corte d'Appello di Milano lo scorso 27 aprile hanno assolto Berlusconi dall'accusa di corruzione in atti giudiziari per i 434 mila dollari che da un conto Fininvest sono finiti al giudice Renato Squillante attraverso Cesare Previti.
Per questo capo d'accusa l'assoluzione in base all'art. 530 comma 2 (una vecchia formula dell'insufficienza di prove) è stata nel merito per non aver commesso il fatto. In primo grado Berlusconi, per questo capo di imputazione, era stato prosciolto per prescrizione grazie alla concessione delle attenuanti generiche.
ED ECCO COME I FIGLI DI TROIA DEL GOVERNO AMERICANO MENTIVANO SPUDORATAMENTE
http://www.repubblica.it/2005/d/sezioni/esteri/niccal2/divergenze/divergenze.html
Morte Calipari, le divergenze
fra Roma e Washington
ROMA - Sono sempre state differenti in svariati punti le versioni italiana e americana su quanto avvenuto sulla strada per l'aeroporto di Bagdad, dove rimase ucciso il funzionario del Sismi Nicola Calipari e ferita la giornalista Giuliana Sgrena, appena rilasciata dopo un mese di sequestro. Ecco i principali punti di divergenza emersi all'indomani dell'episodio.
Coordinamento. Gli italiani hanno detto che i militari Usa a Bagdad erano stati avvisati del loro passaggio, tant'è vero che un funzionario della Cia li attendeva all'aeroporto. Erano muniti di lasciapassare, dato dagli americani, per girare nella zona aeroportuale. Il generale americano George Casey, comandante della forza multinazionale in Iraq ha sempre sostenuto di "non avere informazioni" di comunicazioni di alcun genere, e che se si fosse saputo del rilascio della Sgrena, lui ne sarebbe stato messo al corrente. Il checkpoint era "volante" e, secondo la stampa americana, era stato allestito in attesa dell'ambasciatore John Negroponte, che sarebbe dovuto passare da quella zona intorno a quell'ora. I soldati non sapevano nulla degli italiani.
Avvertimento. Il maggiore dei carabinieri sopravvissuto ha afferma che a metà di una curva pericolosa, una luce, probabilmente un riflettore, si è improvvisamente accesa davanti all'auto che ha immediatamente rallentato e si è fermata. Ma subito sono cominciati gli spari da più armi automatiche, durati 10-15 secondi. Gli Usa sostengono che i soldati si sono attenuti alle regole d'ingaggio previste: avvertimento con luce, segnalazioni con le braccia e spari prima in aria e poi a terra. L'auto non si è fermata.
Velocità auto. Sia il funzionario del Sismi che la Sgrena hanno affermato che la Toyota Corolla sulla quale viaggiavano andava piano - 40 km l'ora - viste le condizioni della strada, bagnata e dissestata, e la curva pericolosa. La luce era accesa all'interno dell'abitacolo, perchè Calipari stava facendo telefonate e per facilitare controlli a checkpoint, che "non ci sono stati". Gli americani hanno sempre detto che l'auto era a luci spente e andava veloce. Fonti di stampa hanno scritto che la Toyota andava tra i 90 e i 160 km orari e l'autista aveva più volte perso il controllo del veicolo.
(29 aprile 2005)
Morte Calipari, le divergenze
fra Roma e Washington
ROMA - Sono sempre state differenti in svariati punti le versioni italiana e americana su quanto avvenuto sulla strada per l'aeroporto di Bagdad, dove rimase ucciso il funzionario del Sismi Nicola Calipari e ferita la giornalista Giuliana Sgrena, appena rilasciata dopo un mese di sequestro. Ecco i principali punti di divergenza emersi all'indomani dell'episodio.
Coordinamento. Gli italiani hanno detto che i militari Usa a Bagdad erano stati avvisati del loro passaggio, tant'è vero che un funzionario della Cia li attendeva all'aeroporto. Erano muniti di lasciapassare, dato dagli americani, per girare nella zona aeroportuale. Il generale americano George Casey, comandante della forza multinazionale in Iraq ha sempre sostenuto di "non avere informazioni" di comunicazioni di alcun genere, e che se si fosse saputo del rilascio della Sgrena, lui ne sarebbe stato messo al corrente. Il checkpoint era "volante" e, secondo la stampa americana, era stato allestito in attesa dell'ambasciatore John Negroponte, che sarebbe dovuto passare da quella zona intorno a quell'ora. I soldati non sapevano nulla degli italiani.
Avvertimento. Il maggiore dei carabinieri sopravvissuto ha afferma che a metà di una curva pericolosa, una luce, probabilmente un riflettore, si è improvvisamente accesa davanti all'auto che ha immediatamente rallentato e si è fermata. Ma subito sono cominciati gli spari da più armi automatiche, durati 10-15 secondi. Gli Usa sostengono che i soldati si sono attenuti alle regole d'ingaggio previste: avvertimento con luce, segnalazioni con le braccia e spari prima in aria e poi a terra. L'auto non si è fermata.
Velocità auto. Sia il funzionario del Sismi che la Sgrena hanno affermato che la Toyota Corolla sulla quale viaggiavano andava piano - 40 km l'ora - viste le condizioni della strada, bagnata e dissestata, e la curva pericolosa. La luce era accesa all'interno dell'abitacolo, perchè Calipari stava facendo telefonate e per facilitare controlli a checkpoint, che "non ci sono stati". Gli americani hanno sempre detto che l'auto era a luci spente e andava veloce. Fonti di stampa hanno scritto che la Toyota andava tra i 90 e i 160 km orari e l'autista aveva più volte perso il controllo del veicolo.
(29 aprile 2005)
ECCO UN FILMATO CHE TESTIMONIA IL TENTATIVO DI OMICIDIO DI GIULIANA SGRENA, LOZANO SEI SOLO UN BURATTINO, L ASSASSINO SCHIFOSO E' IL GOVERNO AMERICANO
L ORDINE ERA DI UCCIDERE GIULIANA SGRENA AFFINCHE NON TESTIMONIASSE LE ATROCITA COMMESSE DAL GOVERNO AMERICANO
Lozano, mano tesa a vedova Calipari
L'ex marine:"Sono pronto a un incontro"
Ora che la magistratura italiana ha archiviato le accuse contro di lui, il soldato della Guardia Nazionale di New York Mario Lozano si dice pronto a incontrare Rosa Calipari e Giuliana Sgrena. "Sarei pronto a vedere entrambi - ha detto l'uomo responsabile della morte di Nicola Calipari - ma alla giornalista direi che è una bugiarda. Spero che un giorno la famiglia capirà che è stato un terribile incidente".
Secondo Lozano "Nicola Calipari era impegnato in una missione molto pericolosa ed è morto obbedendo agli ordini, come anch'io obbedivo agli ordini. Direi questo alla sua vedova. Se in quella macchina ci fosse stato un terrorista e io non avessi sparato sarei morto io. Qualcosa è andato storto".
L'ex marine ha commentato nell'ufficio di Ed Hayes, il suo avvocato americano, il non luogo a procedere nei suoi confronti deciso dalla terza Corte d'Assise di Roma. "Sono felice di aver ricevuto un trattamento corretto dalla giustizia italiana. E sono grato agli italiani che hanno creduto alla verità e mi hanno dato una chance".
Lozano ha definito il funzionario dei servizi segreti italiani "una persona meravigliosa, un grande uomo". Di tutt'altro tenore il giudizio su Giuliana Sgrena, la giornalista del Manifesto che era stata rapita. "E' stata tutta colpa sua. Se non fosse stato che quella donna era andata a parlare con terroristi ed è stata rapita, Calipari non sarebbe morto. Non si sarebbe creata la situazione di pericolo. Che motivo aveva lei di andare a parlare con quelli?".
Ora che il pericolo di un processo è stata scongiurato il militare riscopre anche le sue origini italiane. "Mio nonno è di Milano. Io vorrei andare a Roma, vedere tutte quelle rovine, tutti quei castelli". Ma per il soldato del 69esimo Reggimento di Fanteria resta "un po' di paura". Infatti attraversera' l'Atlantico solo "se il governo italiano dirà che va bene. Qualcuno potrebbe essere ancora arrabbiato con me".
L'ex marine:"Sono pronto a un incontro"
Ora che la magistratura italiana ha archiviato le accuse contro di lui, il soldato della Guardia Nazionale di New York Mario Lozano si dice pronto a incontrare Rosa Calipari e Giuliana Sgrena. "Sarei pronto a vedere entrambi - ha detto l'uomo responsabile della morte di Nicola Calipari - ma alla giornalista direi che è una bugiarda. Spero che un giorno la famiglia capirà che è stato un terribile incidente".
Secondo Lozano "Nicola Calipari era impegnato in una missione molto pericolosa ed è morto obbedendo agli ordini, come anch'io obbedivo agli ordini. Direi questo alla sua vedova. Se in quella macchina ci fosse stato un terrorista e io non avessi sparato sarei morto io. Qualcosa è andato storto".
L'ex marine ha commentato nell'ufficio di Ed Hayes, il suo avvocato americano, il non luogo a procedere nei suoi confronti deciso dalla terza Corte d'Assise di Roma. "Sono felice di aver ricevuto un trattamento corretto dalla giustizia italiana. E sono grato agli italiani che hanno creduto alla verità e mi hanno dato una chance".
Lozano ha definito il funzionario dei servizi segreti italiani "una persona meravigliosa, un grande uomo". Di tutt'altro tenore il giudizio su Giuliana Sgrena, la giornalista del Manifesto che era stata rapita. "E' stata tutta colpa sua. Se non fosse stato che quella donna era andata a parlare con terroristi ed è stata rapita, Calipari non sarebbe morto. Non si sarebbe creata la situazione di pericolo. Che motivo aveva lei di andare a parlare con quelli?".
Ora che il pericolo di un processo è stata scongiurato il militare riscopre anche le sue origini italiane. "Mio nonno è di Milano. Io vorrei andare a Roma, vedere tutte quelle rovine, tutti quei castelli". Ma per il soldato del 69esimo Reggimento di Fanteria resta "un po' di paura". Infatti attraversera' l'Atlantico solo "se il governo italiano dirà che va bene. Qualcuno potrebbe essere ancora arrabbiato con me".
IL GOVERNO ITALIANO HA MANDATO LA GENTE A MORIRE A NASSIRYA PERCHE L ENI LI POSSIEDE UN GIACIMENTO DI PETROLIO
EVVIVA LA MORTE CHE SERVE AD ARRICCHIRE I " GRANDI DELLA TERRA " CON IL PETROLIO: EVVIVA LA GIUSTIZIA
Ecco la pace che italia, usa, ed altri stati, hanno esportato in Irak: liofilizzazione delle persone
giovedì, ottobre 25, 2007
Il nano mafioso berlusconi si dice solidale al ciccione mafioso VasaVasa Cuffaro
Oggi a conclusione della nona udienza
Mafia, chiesti 8 anni di carcere per Cuffaro
E' la pena richiesta della Procura di Palermo, al termine della requisitoria del processo per le 'talpe' della Dda. Il presidente della Regione Sicilia è imputato per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione di notizie riservate. Chiesti inoltre 18 anni per l'imprenditore Michele Aiello e condanne per l'ex maresciallo dei carabinieri del Ros Giorgio Riolo e altri 10 imputati. Berlusconi e Casini: ''Solidarietà e stima a Cuffaro''
ascolta la notiziaascolta la notizia
leggi i commenti commenta 5 vota 4
tutte le notizie di CRONACA
Palermo, 15 ott. (Adnkronos/Ign) - La Procura di Palermo ha chiesto la condanna a otto anni di carcere per il presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, al termine della requisitoria del processo per le 'talpe' della Dda, che lo vede imputato per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione di notizie riservate. A pronunciare la richiesta di condanna ai giudici della terza sezione del Tribunale, al termine della nona udienza dedicata alla requisitoria, è stato il procuratore aggiunto di Palermo, Giuseppe Pignatone.
Una richiesta ritenuta ''eccessiva'' dai legali di Cuffaro. "Ci aspettavamo una richiesta pesante, peraltro anticipata anche in questi giorni da qualcuno - hanno spiegato gli avvocati Nino Caleca e Antonino Mormino - certo, non ci attendavamo il massimo previsto dalla legge. Comunque da noi, anche la richiesta di un solo giorno di carcere sarebbe stata ritenuta eccessiva". Amareggiato il presidente della Regione siciliana. "Ho appreso delle richieste formulate dai pubblici ministeri con amarezza, sentimento accresciuto dall'intima consapevolezza che mai mi ha abbandonato in questi anni, di non avere mai posto in essere condotte tese a favorire la mafia".
La difesa di Cuffaro questa mattina aveva depositato presso la cancelleria della terza Sezione penale del Tribunale la richiesta di rimessione del processo perché riteneva che non ci fossero "le condizioni di serenità" per poter proseguire il dibattimento, dopo le polemiche sorte all'interno della Procura sul reato di concorso esterno in associazione mafiosa da contestare al presidente della Regione siciliana. I giudici della terza Sezione non hanno ritenuto però opportuno disporre la sospensione del processo e hanno trasmesso gli atti alla Cassazione che ora dovrà decidere.
La Procura oggi ha chiesto inoltre 18 anni di carcere per l'imprenditore Michele Aiello. Per l'ex maresciallo dei Carabinieri del Ros Giorgio Riolo, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, è stata chiesta la pena a nove anni con la diminuente per il rito formulato in sede di giudizio abbreviato.
Ecco, invece, le richieste di pena per gli altri dieci imputati del processo: per il medico Aldo Carcione, accusato di accesso abusivo al sistema informatico della Procura, chiesti cinque anni; per Giuseppa Buttitta, ex assistente del pm Nico Gozzo, accusata di accesso abusivo al sistema informatico della procura e rivelazione di segreto d'ufficio, chiesti quattro anni e mezzo; per l'ex Udc Roberto Rotondo, uno dei più stretti collaboratori di Michele Aiello, accusato di favoreggiamento semplice, chiesti un anno e quattro mesi con le generiche;
per il funzionario di Polizia Giacomo Venezia, accusato di falso e abuso d'ufficio, chiesta la pena a tre anni e sei mesi; per Michele Giambruno, accusato di associazione a delinquere e truffa, chiesti cinque anni e 1.000 euro di multa; per Domenico Oliveri, accusato di associazione a delinquere e truffa, chiesti quattro anni e mezzo e 1.000 euro di multa;
per Salvatore Prestigiacomo, accusato di corruzione, chiesti nove mesi di carcere; per Adriana La Barbera, accusata di corruzione, chiesti due anni di pena; per Angelo Calaciura, accusato di corruzione, chiesti due anni; per Lorenzo Iannì, accusato di associazione a delinquere e truffa, chiesti cinque anni e 1.000 euro di multa.
Infine, per la società 'Diagnostica per Immagini' di Aiello chiesto il pagamento di 1.549.000 euro di multa, mentre all'altra società di Aiello, 'Atm Alte tecnologie medicali', è stata chiesta una multa di un milione.
Le società di Aiello, secondo il pm della Dda di Palermo, Maurizio de Lucia, avrebbero ''vertiginosamente incrementato i ricavi annui'', soprattutto, ''a causa del patologico gonfiamento del costo delle prestazioni compiacentemente consentito da taluni settori della Asl 6 di Palermo e quindi sopportate dalla Regione Siciliana, mentre dopo il sequestro delle cliniche le tariffe con l'amministrazione giudiziaria sono state ridotte del 70 per cento''.
Da parte sua il procuratore aggiunto di Palermo, Giuseppe Pignatone, ha puntato il dito contro quello che ha definito ''un coacervo di interessi illeciti di eccezionale rilevanza, anche economica, e che hanno accomunato mafiosi, imprenditori, professionisti e appartenenti alle istituzioni, comprese quelle della rappresentanza politica''.
Intanto Silvio Berlusconi esprime la sua vicinanza a Cuffaro. "Confermo con forza la mia solidarietà al presidente della Regione Sicilia, onorevole Salvatore Cuffaro - dice il Cavaliere - La stima che nutro nella sua intelligenza mi fa escludere in maniera assoluta che egli possa essere coinvolto in quelle vicende in cui si pretende di coinvolgerlo''.
Solidarietà anche dal leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, che ha avuto un lungo colloquio con Cuffaro, per rinnovargli fiducia, stima e affetto.
Mafia, chiesti 8 anni di carcere per Cuffaro
E' la pena richiesta della Procura di Palermo, al termine della requisitoria del processo per le 'talpe' della Dda. Il presidente della Regione Sicilia è imputato per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione di notizie riservate. Chiesti inoltre 18 anni per l'imprenditore Michele Aiello e condanne per l'ex maresciallo dei carabinieri del Ros Giorgio Riolo e altri 10 imputati. Berlusconi e Casini: ''Solidarietà e stima a Cuffaro''
ascolta la notiziaascolta la notizia
leggi i commenti commenta 5 vota 4
tutte le notizie di CRONACA
Palermo, 15 ott. (Adnkronos/Ign) - La Procura di Palermo ha chiesto la condanna a otto anni di carcere per il presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, al termine della requisitoria del processo per le 'talpe' della Dda, che lo vede imputato per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione di notizie riservate. A pronunciare la richiesta di condanna ai giudici della terza sezione del Tribunale, al termine della nona udienza dedicata alla requisitoria, è stato il procuratore aggiunto di Palermo, Giuseppe Pignatone.
Una richiesta ritenuta ''eccessiva'' dai legali di Cuffaro. "Ci aspettavamo una richiesta pesante, peraltro anticipata anche in questi giorni da qualcuno - hanno spiegato gli avvocati Nino Caleca e Antonino Mormino - certo, non ci attendavamo il massimo previsto dalla legge. Comunque da noi, anche la richiesta di un solo giorno di carcere sarebbe stata ritenuta eccessiva". Amareggiato il presidente della Regione siciliana. "Ho appreso delle richieste formulate dai pubblici ministeri con amarezza, sentimento accresciuto dall'intima consapevolezza che mai mi ha abbandonato in questi anni, di non avere mai posto in essere condotte tese a favorire la mafia".
La difesa di Cuffaro questa mattina aveva depositato presso la cancelleria della terza Sezione penale del Tribunale la richiesta di rimessione del processo perché riteneva che non ci fossero "le condizioni di serenità" per poter proseguire il dibattimento, dopo le polemiche sorte all'interno della Procura sul reato di concorso esterno in associazione mafiosa da contestare al presidente della Regione siciliana. I giudici della terza Sezione non hanno ritenuto però opportuno disporre la sospensione del processo e hanno trasmesso gli atti alla Cassazione che ora dovrà decidere.
La Procura oggi ha chiesto inoltre 18 anni di carcere per l'imprenditore Michele Aiello. Per l'ex maresciallo dei Carabinieri del Ros Giorgio Riolo, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, è stata chiesta la pena a nove anni con la diminuente per il rito formulato in sede di giudizio abbreviato.
Ecco, invece, le richieste di pena per gli altri dieci imputati del processo: per il medico Aldo Carcione, accusato di accesso abusivo al sistema informatico della Procura, chiesti cinque anni; per Giuseppa Buttitta, ex assistente del pm Nico Gozzo, accusata di accesso abusivo al sistema informatico della procura e rivelazione di segreto d'ufficio, chiesti quattro anni e mezzo; per l'ex Udc Roberto Rotondo, uno dei più stretti collaboratori di Michele Aiello, accusato di favoreggiamento semplice, chiesti un anno e quattro mesi con le generiche;
per il funzionario di Polizia Giacomo Venezia, accusato di falso e abuso d'ufficio, chiesta la pena a tre anni e sei mesi; per Michele Giambruno, accusato di associazione a delinquere e truffa, chiesti cinque anni e 1.000 euro di multa; per Domenico Oliveri, accusato di associazione a delinquere e truffa, chiesti quattro anni e mezzo e 1.000 euro di multa;
per Salvatore Prestigiacomo, accusato di corruzione, chiesti nove mesi di carcere; per Adriana La Barbera, accusata di corruzione, chiesti due anni di pena; per Angelo Calaciura, accusato di corruzione, chiesti due anni; per Lorenzo Iannì, accusato di associazione a delinquere e truffa, chiesti cinque anni e 1.000 euro di multa.
Infine, per la società 'Diagnostica per Immagini' di Aiello chiesto il pagamento di 1.549.000 euro di multa, mentre all'altra società di Aiello, 'Atm Alte tecnologie medicali', è stata chiesta una multa di un milione.
Le società di Aiello, secondo il pm della Dda di Palermo, Maurizio de Lucia, avrebbero ''vertiginosamente incrementato i ricavi annui'', soprattutto, ''a causa del patologico gonfiamento del costo delle prestazioni compiacentemente consentito da taluni settori della Asl 6 di Palermo e quindi sopportate dalla Regione Siciliana, mentre dopo il sequestro delle cliniche le tariffe con l'amministrazione giudiziaria sono state ridotte del 70 per cento''.
Da parte sua il procuratore aggiunto di Palermo, Giuseppe Pignatone, ha puntato il dito contro quello che ha definito ''un coacervo di interessi illeciti di eccezionale rilevanza, anche economica, e che hanno accomunato mafiosi, imprenditori, professionisti e appartenenti alle istituzioni, comprese quelle della rappresentanza politica''.
Intanto Silvio Berlusconi esprime la sua vicinanza a Cuffaro. "Confermo con forza la mia solidarietà al presidente della Regione Sicilia, onorevole Salvatore Cuffaro - dice il Cavaliere - La stima che nutro nella sua intelligenza mi fa escludere in maniera assoluta che egli possa essere coinvolto in quelle vicende in cui si pretende di coinvolgerlo''.
Solidarietà anche dal leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, che ha avuto un lungo colloquio con Cuffaro, per rinnovargli fiducia, stima e affetto.
Berlusconi il nano mafioso di nuovo tra la gente. Ma se lo mandassimo invece in galera dove merita ? Pulisciti la lingua, Leccaculo Fabio Perugia
il futuro della destra
Silvio torna a girare città per città
Forza Italia scende in piazza. Stop alle parole, si passa ai fatti. Silvio Berlusconi ha riattivato la macchina elettorale. Scende in campo lui, di persona, e smuoverà le coscienze degli italiani una ad una.
Home
prec
Contenuti correlati
* Salviamo il boschetto di Vazzieri, cittadini sempre più battaglieri
* Torna in pista la fusione con Abertis
* La città spegne 70 candeline con eventi di musica e arte Resta alto l'allarme ambiente
* Rifiuti, cittadini rimborsati
* I parcheggi a pagamento «tappezzeranno» tutta la città
* Torna la paura, chiusa una scuola
Sì, è pronto a raccogliere la protesta contro il governo Prodi. Una protesta che è ormai arrivata ai massimi livelli.
E così il Cavaliere sta mobilitando tutti. Deputati, senatori, dirigenti di partito, militanti ed elettori: si preparano a invadere le piazze di tutti i Comuni italiani il 17 e il 18 novembre.
Questa volta non sarà un'unica manifestazione come quella del 2 dicembre scorso a Roma, o come quella del 9 novembre del 1996 sempre nella Capitale. Si cambia, su questo sono d'accordo anche i colonnelli azzurri, da Banaiuti a Schifani. Sarà l'Italia che scende in ogni piazza, in ogni via di ogni città. Verranno allestiti migliaia di gazebo e distribuiti milioni di volantini politici.
Soprattutto, sarà Silvio Berlusconi a esserci. Non in una sola città, non farà il solito giro. Il Cavaliere vuole «toccare» più Comuni possibili. Lo fece anche alle Amministrative del 2007 e alle Regionali del 2000 con la Nave Azzurra.Ma stavolta sarà diverso. Per lui sarà una maratona di due giorni, dove percorrerà la Penisola in lungo e in largo. Vuole andare dalla gente. Non solo dai romani, dai milanesi o dai napoletani. Farà visita ai cittadini dei Comuni più piccoli. In Forza Italia fanno sapere che Berlusconi andrà a trovare anche le persone che popolano piccoli paesi da duemila anime. Si sposterà in aereo per le tratte lunghe e in elicottero per quelle medie e brevi.
In una lettera inviata ieri ai parlamentari azzurri, il Cavaliere ha parlato di «grande mobilitazione contro il ritorno delle sinistre al governo» che hanno formato una maggioranza che ormai non c'è. «C'è, invece, un'ermengenza democratica», dice l'ex premier, e «l'unico governo occidentale che annovera dei partiti che ancora sono e si definiscono comunisti, sta trascinando l'Italia in un tunnel senza uscita, scavando un solco tra Palazzo e cittadini, che sembra incolmabile».
Del resto, una situazione politica esasperata come quella attuale, spiegano in Forza Italia, non se la ricorda più nessuno. «O almeno dal 1994, anno della nostra nascita non si è mai vista», spiegano.
E allora nei gazebo il partito chiederà una cosa principalmente: che l'Italia possa andare a votare subito e avere un governo stabile. Secondo gli azzurri, infatti, saranno milioni e milioni le persone che andranno a firmare una petizione per mandare a casa il centrosinistra, senza passare per la «soluzione tecnica». «Gli italiani ne hanno abbastanza - recita la lettera di Berlusconi - sono stanchi di vendette sociali consumate sulla loro pelle».
Anche Paolo Bonaiuti ieri l'ha confermato: «È una manifestazione chiesta dalla gente». Ma non sarà come quella organizzata da Alleanza nazionale al Colosseo, sarà un «appuntamento coi cittadini nelle piazze d'Italia - spiega Osvaldo Napoli di Forza Italia - con tutti noi. Lo facciamo perché vogliamo mobilitare tutti ma rispettare anche il lavoro fatto da An».
La data poi (17 e 18 novembre) non è casuale. Infatti, dal 5 al 15 novembre in Senato verrà discussa la nuova Finanziaria. Un appuntamento «caldo» per Prodi, i senatori e tutta l'Unione. Berlusconi prevede che proprio su quel voto la maggioranza cadrà definitivamente. E lui, nel day after, nel giorno in cui il Professore avrà accusato la decisiva sconfitta politica, partirà per ricompattare gli italiani attorno a Forza Italia. In una staffetta elettorale lunga due giorni.
Fabio Perugia
Silvio torna a girare città per città
Forza Italia scende in piazza. Stop alle parole, si passa ai fatti. Silvio Berlusconi ha riattivato la macchina elettorale. Scende in campo lui, di persona, e smuoverà le coscienze degli italiani una ad una.
Home
prec
Contenuti correlati
* Salviamo il boschetto di Vazzieri, cittadini sempre più battaglieri
* Torna in pista la fusione con Abertis
* La città spegne 70 candeline con eventi di musica e arte Resta alto l'allarme ambiente
* Rifiuti, cittadini rimborsati
* I parcheggi a pagamento «tappezzeranno» tutta la città
* Torna la paura, chiusa una scuola
Sì, è pronto a raccogliere la protesta contro il governo Prodi. Una protesta che è ormai arrivata ai massimi livelli.
E così il Cavaliere sta mobilitando tutti. Deputati, senatori, dirigenti di partito, militanti ed elettori: si preparano a invadere le piazze di tutti i Comuni italiani il 17 e il 18 novembre.
Questa volta non sarà un'unica manifestazione come quella del 2 dicembre scorso a Roma, o come quella del 9 novembre del 1996 sempre nella Capitale. Si cambia, su questo sono d'accordo anche i colonnelli azzurri, da Banaiuti a Schifani. Sarà l'Italia che scende in ogni piazza, in ogni via di ogni città. Verranno allestiti migliaia di gazebo e distribuiti milioni di volantini politici.
Soprattutto, sarà Silvio Berlusconi a esserci. Non in una sola città, non farà il solito giro. Il Cavaliere vuole «toccare» più Comuni possibili. Lo fece anche alle Amministrative del 2007 e alle Regionali del 2000 con la Nave Azzurra.Ma stavolta sarà diverso. Per lui sarà una maratona di due giorni, dove percorrerà la Penisola in lungo e in largo. Vuole andare dalla gente. Non solo dai romani, dai milanesi o dai napoletani. Farà visita ai cittadini dei Comuni più piccoli. In Forza Italia fanno sapere che Berlusconi andrà a trovare anche le persone che popolano piccoli paesi da duemila anime. Si sposterà in aereo per le tratte lunghe e in elicottero per quelle medie e brevi.
In una lettera inviata ieri ai parlamentari azzurri, il Cavaliere ha parlato di «grande mobilitazione contro il ritorno delle sinistre al governo» che hanno formato una maggioranza che ormai non c'è. «C'è, invece, un'ermengenza democratica», dice l'ex premier, e «l'unico governo occidentale che annovera dei partiti che ancora sono e si definiscono comunisti, sta trascinando l'Italia in un tunnel senza uscita, scavando un solco tra Palazzo e cittadini, che sembra incolmabile».
Del resto, una situazione politica esasperata come quella attuale, spiegano in Forza Italia, non se la ricorda più nessuno. «O almeno dal 1994, anno della nostra nascita non si è mai vista», spiegano.
E allora nei gazebo il partito chiederà una cosa principalmente: che l'Italia possa andare a votare subito e avere un governo stabile. Secondo gli azzurri, infatti, saranno milioni e milioni le persone che andranno a firmare una petizione per mandare a casa il centrosinistra, senza passare per la «soluzione tecnica». «Gli italiani ne hanno abbastanza - recita la lettera di Berlusconi - sono stanchi di vendette sociali consumate sulla loro pelle».
Anche Paolo Bonaiuti ieri l'ha confermato: «È una manifestazione chiesta dalla gente». Ma non sarà come quella organizzata da Alleanza nazionale al Colosseo, sarà un «appuntamento coi cittadini nelle piazze d'Italia - spiega Osvaldo Napoli di Forza Italia - con tutti noi. Lo facciamo perché vogliamo mobilitare tutti ma rispettare anche il lavoro fatto da An».
La data poi (17 e 18 novembre) non è casuale. Infatti, dal 5 al 15 novembre in Senato verrà discussa la nuova Finanziaria. Un appuntamento «caldo» per Prodi, i senatori e tutta l'Unione. Berlusconi prevede che proprio su quel voto la maggioranza cadrà definitivamente. E lui, nel day after, nel giorno in cui il Professore avrà accusato la decisiva sconfitta politica, partirà per ricompattare gli italiani attorno a Forza Italia. In una staffetta elettorale lunga due giorni.
Fabio Perugia
mercoledì, ottobre 24, 2007
vivere in un paese dove l'illegalita' e' diventata la legge dello Stato." Salvatore Borsellino
Dolcino Favi “era” il facente funzione di Procuratore Generale che ha “avocato” l’inchiesta Why not a De Magistris.
Dolcino era “facente funzione” a Catanzaro in attesa della nomina del nuovo Procuratore Generale.
Il Consiglio Superiore della Magistratura ha nominato giovedì 18 ottobre il nuovo PG.
Cosa farebbe un “facente funzione” all’arrivo della persona incaricata a esercitare la funzione?
Pulirebbe la scrivania, metterebbe in una scatola di cartone i suoi documenti, saluterebbe la segretaria e accoglierebbe con una stretta di mano il legittimo incaricato.
L’ultima cosa che farebbe sarebbe quella di anticipare la conclusione dei casi controversi, di prendere decisioni che dovrebbero spettare ad altri.
Dolcino ha preferito portarsi avanti con il lavoro e avocare De Magistris.
Forse ne aveva la legittimità formale, ma non quella sostanziale. Di un caso che rischia di fare cadere il Governo era opportuno si occupasse il nuovo PG dopo aver visto tutte le carte, con calma.
Perchè tanta fretta da parte di un “facente funzione”?
Perchè De Magistris è venuto a conoscenza dell’avocatura dopo che era diventata di pubblico dominio?
Il CSM non ha nulla da dire su una decisione intempestiva presa da un “facente funzione” di fatto delegittimato dalla nuova nomina?
L’inchiesta venga restituita a De Magistris o per l’opinione pubblica Prodi e Mastella saranno comunque colpevoli.
Mastella fa il doppio lavoro, ministro e sindaco di Ceppaloni. Dove trova il tempo? E’ stanco e si vede. Non regge alla doppia attività da dipendente. Si dimetta da ministro, lo faccia per la sua salute e anche per la salute pubblica. Torni al paesello.
Ps: Prodi è oltre la tranquillità. Ripeto: Prodi è oltre la tranquillità.
Postato da Beppe Grillo alle 18:05 in Informazione | Commenti (2359) |
Commenti piu' votati | Scrivi | Iscriviti | Autenticati | Invia ad un amico | GrilloNews | La Settimana | Trackback (8) | 8 blog reactions
22 Ottobre 2007
Tutti insieme appassionatamente
Video_Borsellino.jpg
De Magistris ha messo d'accordo centro destra e centro sinistra, con l'eccezione di Di Pietro. Tutti insieme appassionatamente per salvarsi il c..o. Il centro destra ritrova in Mastella il suo Dna. Cicchitto e Casini lo adorano. E' la futura Brambilla del Sud di Berlusconi. Il centro sinistra invece tace. Prodi e Veltroni fanno il gioco del silenzio. La vecchia tattica democristiana del tirare a campare per non tirare le cuoia. Il ministro della Giustizia indagato, il ministro degli Esteri indagato, il Presidente del Consiglio indagato. Al prossimo Consiglio dei Ministri faranno una retata.
Il fratello di Borsellino mi ha scritto una lettera da far gelare il sangue.
"La notizia dell'avocazione da parte della Procura Generale dell'inchiesta Why Not al Procuratore De Magistris e' di quelle che lascia senza fiato.
Solo un'altra volta nella mia vita mi ero trovato in questo stato d'animo.
Era il 19 Luglio del 1992 e avevo appena sentito al telegiornale la notizia dell'attentato il cui scopo non era altri che quello di impedire ad un Giudice che, nelle sue indagini, era arrivato troppo vicino all'origine del cancro che corrode la vita dello Stato Italiano, di procedere sulla sua strrada.
Morto Paolo Borsellino l'ignobile patto avviato tra lo Stato Italiano e la criminalita' mafiosa aveva potuto seguire il suo corso ed oggi vediamo le conseguenze del degrado morale a cui questo scellerato patto ha portato.
Ieri era stato necessario uccidere uno dopo l'altro due giudici che, da soli, combattevano una lotta che lo Stato Italiano non solo si e' sempre rifiutato di combattere ma che ha spesso combattuto dalla parte di quello che avrebbe dovuto essere il nemico da estirpare e spesso ne ha armato direttamente la mano.
Oggi non serve piu' neanche il tritolo, oggi basta, alla luce del sole, avocare un'indagine nella quale uno dei pochi giudici coraggiosi rimasti stava per arrivare al livello degli "intoccabili", perche' tutto continui a procedere come stabilito.
Perche' questa casta ormai completamente avulsa dal paese reale e dalla gente onesta che ancora esiste, anche se purtroppo colpevole di un silenzio che ormai si confonde con l'indifferenza se non con la connivenza, possa continuare a governare indegnamente il nostro paese e a coltivare i propri esclusivi interessi in uno Stato che considera ormai di propria esclusiva proprietà.
Oggi basta che un ministro indegno come il signor Mastella ricatti un imbelle capo del governo, forse coinvolto negli stessi suoi luridi traffici, minacciando una crisi di governo, perche' tutta una classe politica faccia quadrato intono al suo degno rappresentante e si esercitino in conseguenza chissa' quale tipo di pressioni sui vertici molli della magistratura per ottenere l'avocazione di un'indagine e quindi l'inoffensivita' di un giudice sensa neanche bisogno del tritolo come era stato necessario per Paolo Borsellino.
Siamo giunti alla fine della Repubblica Italiana e dello Stato di Diritto.
In un paese civile il ministro Mastella non avrebbe potuto chiedere il trasferimento del Dr. De Magistris titolare dell'inchiesta in cui e' indagato il suo stesso capo di governo e lo stesso ministro.
Se la decisione del Procuratore Generale non verrà immediatamente annullata dal CSM, saremo di fronte alla fine dell'indipendenza della magistratura e in conseguenza dello stesso Stato di Diritto.
Il Presidente Giorgio Napolitano, nonostante sia stato più volte sollecitato, continua a tacere su queste nefandezze dimostrando che la retorica dello Stato e della figura istituzionale di garante della Costituzione Repubblicana non sono diventate, in questa disgraziata Italia, altro che vuote parole.
Quaranta anni fa sono andato via dalla Sicilia perche' ritenevo impossibile di vivere la mia vita in un paese in cui la legalita' era solo una parola del vocabolario, ora non ritengo piu' che sia una vita degna di chiamarsi con questo nome e quindi una vita degna di esserre vissuta quella di vivere in un paese dove l'illegalita' e' diventata la legge dello Stato." Salvatore Borsellino
Dolcino era “facente funzione” a Catanzaro in attesa della nomina del nuovo Procuratore Generale.
Il Consiglio Superiore della Magistratura ha nominato giovedì 18 ottobre il nuovo PG.
Cosa farebbe un “facente funzione” all’arrivo della persona incaricata a esercitare la funzione?
Pulirebbe la scrivania, metterebbe in una scatola di cartone i suoi documenti, saluterebbe la segretaria e accoglierebbe con una stretta di mano il legittimo incaricato.
L’ultima cosa che farebbe sarebbe quella di anticipare la conclusione dei casi controversi, di prendere decisioni che dovrebbero spettare ad altri.
Dolcino ha preferito portarsi avanti con il lavoro e avocare De Magistris.
Forse ne aveva la legittimità formale, ma non quella sostanziale. Di un caso che rischia di fare cadere il Governo era opportuno si occupasse il nuovo PG dopo aver visto tutte le carte, con calma.
Perchè tanta fretta da parte di un “facente funzione”?
Perchè De Magistris è venuto a conoscenza dell’avocatura dopo che era diventata di pubblico dominio?
Il CSM non ha nulla da dire su una decisione intempestiva presa da un “facente funzione” di fatto delegittimato dalla nuova nomina?
L’inchiesta venga restituita a De Magistris o per l’opinione pubblica Prodi e Mastella saranno comunque colpevoli.
Mastella fa il doppio lavoro, ministro e sindaco di Ceppaloni. Dove trova il tempo? E’ stanco e si vede. Non regge alla doppia attività da dipendente. Si dimetta da ministro, lo faccia per la sua salute e anche per la salute pubblica. Torni al paesello.
Ps: Prodi è oltre la tranquillità. Ripeto: Prodi è oltre la tranquillità.
Postato da Beppe Grillo alle 18:05 in Informazione | Commenti (2359) |
Commenti piu' votati | Scrivi | Iscriviti | Autenticati | Invia ad un amico | GrilloNews | La Settimana | Trackback (8) | 8 blog reactions
22 Ottobre 2007
Tutti insieme appassionatamente
Video_Borsellino.jpg
De Magistris ha messo d'accordo centro destra e centro sinistra, con l'eccezione di Di Pietro. Tutti insieme appassionatamente per salvarsi il c..o. Il centro destra ritrova in Mastella il suo Dna. Cicchitto e Casini lo adorano. E' la futura Brambilla del Sud di Berlusconi. Il centro sinistra invece tace. Prodi e Veltroni fanno il gioco del silenzio. La vecchia tattica democristiana del tirare a campare per non tirare le cuoia. Il ministro della Giustizia indagato, il ministro degli Esteri indagato, il Presidente del Consiglio indagato. Al prossimo Consiglio dei Ministri faranno una retata.
Il fratello di Borsellino mi ha scritto una lettera da far gelare il sangue.
"La notizia dell'avocazione da parte della Procura Generale dell'inchiesta Why Not al Procuratore De Magistris e' di quelle che lascia senza fiato.
Solo un'altra volta nella mia vita mi ero trovato in questo stato d'animo.
Era il 19 Luglio del 1992 e avevo appena sentito al telegiornale la notizia dell'attentato il cui scopo non era altri che quello di impedire ad un Giudice che, nelle sue indagini, era arrivato troppo vicino all'origine del cancro che corrode la vita dello Stato Italiano, di procedere sulla sua strrada.
Morto Paolo Borsellino l'ignobile patto avviato tra lo Stato Italiano e la criminalita' mafiosa aveva potuto seguire il suo corso ed oggi vediamo le conseguenze del degrado morale a cui questo scellerato patto ha portato.
Ieri era stato necessario uccidere uno dopo l'altro due giudici che, da soli, combattevano una lotta che lo Stato Italiano non solo si e' sempre rifiutato di combattere ma che ha spesso combattuto dalla parte di quello che avrebbe dovuto essere il nemico da estirpare e spesso ne ha armato direttamente la mano.
Oggi non serve piu' neanche il tritolo, oggi basta, alla luce del sole, avocare un'indagine nella quale uno dei pochi giudici coraggiosi rimasti stava per arrivare al livello degli "intoccabili", perche' tutto continui a procedere come stabilito.
Perche' questa casta ormai completamente avulsa dal paese reale e dalla gente onesta che ancora esiste, anche se purtroppo colpevole di un silenzio che ormai si confonde con l'indifferenza se non con la connivenza, possa continuare a governare indegnamente il nostro paese e a coltivare i propri esclusivi interessi in uno Stato che considera ormai di propria esclusiva proprietà.
Oggi basta che un ministro indegno come il signor Mastella ricatti un imbelle capo del governo, forse coinvolto negli stessi suoi luridi traffici, minacciando una crisi di governo, perche' tutta una classe politica faccia quadrato intono al suo degno rappresentante e si esercitino in conseguenza chissa' quale tipo di pressioni sui vertici molli della magistratura per ottenere l'avocazione di un'indagine e quindi l'inoffensivita' di un giudice sensa neanche bisogno del tritolo come era stato necessario per Paolo Borsellino.
Siamo giunti alla fine della Repubblica Italiana e dello Stato di Diritto.
In un paese civile il ministro Mastella non avrebbe potuto chiedere il trasferimento del Dr. De Magistris titolare dell'inchiesta in cui e' indagato il suo stesso capo di governo e lo stesso ministro.
Se la decisione del Procuratore Generale non verrà immediatamente annullata dal CSM, saremo di fronte alla fine dell'indipendenza della magistratura e in conseguenza dello stesso Stato di Diritto.
Il Presidente Giorgio Napolitano, nonostante sia stato più volte sollecitato, continua a tacere su queste nefandezze dimostrando che la retorica dello Stato e della figura istituzionale di garante della Costituzione Repubblicana non sono diventate, in questa disgraziata Italia, altro che vuote parole.
Quaranta anni fa sono andato via dalla Sicilia perche' ritenevo impossibile di vivere la mia vita in un paese in cui la legalita' era solo una parola del vocabolario, ora non ritengo piu' che sia una vita degna di chiamarsi con questo nome e quindi una vita degna di esserre vissuta quella di vivere in un paese dove l'illegalita' e' diventata la legge dello Stato." Salvatore Borsellino
lunedì, ottobre 22, 2007
BRUNO VESPA: SCHIFOSO ARRIVISTA SERVO DEL POTERE - TORTA A TORTA
Torta a torta
lunedì, 22 ottobre 2007 - 18:24
Uliwood Party di Marco Travaglio
L’altroieri, a Porta a Porta, si cucinavano torte e altri dolciumi. La puntata, inaspettatamente, non riguardava Cogne, né Garlasco, né Rignano, ma il caro-vita. Insieme al fornaio e al panettiere, ne discutevano Lorena Bianchetti e altri squisiti ospiti.
Ieri Bruno Vespa si è recato in Vigilanza per raccogliere gli applausi degli uomini dei partiti, che nei giorni scorsi avevano tentato di processare Michele Santoro per aver raccontato una storia vera, cioè il caso De Magistris, anzi Mastella. Solo Beppe Giulietti si é astenuto dalla simpatica cerimonia, tutta inchini e riverenze, quadriglie e minuetti tra l’insetto e i suoi “editori di riferimento”, come ebbe a definirli ai tempi d’oro della Dc di Forlani e Andreotti.
Come già Mastella collegato dal Columbus Day, anche il presidente Mario Landolfi - che passò un bigliettino a Gad Lerner per segnalare una sua protetta al neodirettore del Tg1 - si è molto complimentato per la proverbiale imparzialità e il leggendario pluralismo di cui è campione l’insetto. Da quando, nel 1969, annunciò dalla questura di Milano che Pietro Valpreda era il mostro di Piazza Fontana. “Se tutte le trasmissioni fossero come Porta a Porta - ha flautato Landolfi - la Vigilanza potrebbe abbassare la saracinesca”.
Poi è intervenuto il suo vice, il margherito Giorgio Merlo, entusiasta per la visita dell’insetto che “ha confermato come la salvaguardia del pluralismo e il rigoroso rispetto delle regole rappresentano (il congiuntivo non è il suo forte, ndr) i postulati essenziali per i conduttori del servizio pubblico... a prescindere dalle solidarietà corporative e sindacali nei confronti dei vari conduttori”. Allusione agli interventi dei sindacati della stampa a difesa di Floris e Santoro.
Poi ha parlato Vespa: “Preferisco che gli interlocutori siate voi”, ha detto ai suoi santi protettori, “tremo all’idea che il Tg1 debba essere portatore di interessi altrui” cioè, eventualmente, dei cittadini L’importante è che continuino a comandare i partiti, altrimenti 4 sere a settimana se le scorda. Poi ha confidato di scegliere “i temi sull’attualità quando sono caldi”: un po’ come le torte sfornate l’altra sera dai cuochi di redazione, che avevano rimpiazzato il plastico della villetta di Cogne e la bicicletta di Garlasco con un grande forno a microonde. Naturalmente, ha sottolineato, “non ho mai avuto condizionamenti né dall’azienda né dalla politica”: infatti obbedisce da solo, prima che arrivino gli ordini. Due le sue stelle polari: “ferreo controllo delle notizie che diamo” e “assoluto equilibrio dei servizi”.
Qualcuno minimamente informato - non è il caso della commissione di Vigilanza - avrebbe potuto domandare a chi avesse affidato il controllo ferreo della notizia (falsa) dell’assoluzione definitiva di Andreotti: a un cuoco? Qualcun altro potrebbe ricordare quando Vespa lesse una mail anonima che “testimoniava” l’innocenza degli agenti arrestati a Napoli per le violenze contro i no-global, e domandare se l’avesse fatta controllare da un pasticciere.
Quando poi ha sostenuto di aver “vinto tutte le cause in 10 anni”, qualcuno con un minimo di memoria avrebbe potuto rammentargli i 260 milioni pagati dalla Rai a Scattone e Ferraro (gli assassini di Marta Russo) per un’intervista esclusiva al Tg1 e una a Porta a Porta nel giugno ’99: la famiglia Russo fece causa, visto che i due non avevano pagato i danni a cui erano stati condannati, e scopri che il “servizio pubblico” diretto da Agostino Saccà aveva appoggiato il versamento sul conto di un prestanome per aggirare il blocco dei beni disposto dal tribunale; la Rai, per uscire dalla causa dovette sborsare altri 200 milioni.
L’anno scorso Vespa è stato condannato a pagare 82 mila euro a Roberto Zaccaria per aver inventato - in un libro Rai-Eri - un complotto dell’allora presidente Rai contro Berlusconi con Biagi, Luttazzi e Santoro. Tutte balle. Ieri l’insetto ha molto lacrimato per la serata che dovrà cedere a Benigni.
In effetti, 3 sere sono poche. Perché non dargli anche venerdì, sabato e domenica?
L’Unità del 19.102007
lunedì, 22 ottobre 2007 - 18:24
Uliwood Party di Marco Travaglio
L’altroieri, a Porta a Porta, si cucinavano torte e altri dolciumi. La puntata, inaspettatamente, non riguardava Cogne, né Garlasco, né Rignano, ma il caro-vita. Insieme al fornaio e al panettiere, ne discutevano Lorena Bianchetti e altri squisiti ospiti.
Ieri Bruno Vespa si è recato in Vigilanza per raccogliere gli applausi degli uomini dei partiti, che nei giorni scorsi avevano tentato di processare Michele Santoro per aver raccontato una storia vera, cioè il caso De Magistris, anzi Mastella. Solo Beppe Giulietti si é astenuto dalla simpatica cerimonia, tutta inchini e riverenze, quadriglie e minuetti tra l’insetto e i suoi “editori di riferimento”, come ebbe a definirli ai tempi d’oro della Dc di Forlani e Andreotti.
Come già Mastella collegato dal Columbus Day, anche il presidente Mario Landolfi - che passò un bigliettino a Gad Lerner per segnalare una sua protetta al neodirettore del Tg1 - si è molto complimentato per la proverbiale imparzialità e il leggendario pluralismo di cui è campione l’insetto. Da quando, nel 1969, annunciò dalla questura di Milano che Pietro Valpreda era il mostro di Piazza Fontana. “Se tutte le trasmissioni fossero come Porta a Porta - ha flautato Landolfi - la Vigilanza potrebbe abbassare la saracinesca”.
Poi è intervenuto il suo vice, il margherito Giorgio Merlo, entusiasta per la visita dell’insetto che “ha confermato come la salvaguardia del pluralismo e il rigoroso rispetto delle regole rappresentano (il congiuntivo non è il suo forte, ndr) i postulati essenziali per i conduttori del servizio pubblico... a prescindere dalle solidarietà corporative e sindacali nei confronti dei vari conduttori”. Allusione agli interventi dei sindacati della stampa a difesa di Floris e Santoro.
Poi ha parlato Vespa: “Preferisco che gli interlocutori siate voi”, ha detto ai suoi santi protettori, “tremo all’idea che il Tg1 debba essere portatore di interessi altrui” cioè, eventualmente, dei cittadini L’importante è che continuino a comandare i partiti, altrimenti 4 sere a settimana se le scorda. Poi ha confidato di scegliere “i temi sull’attualità quando sono caldi”: un po’ come le torte sfornate l’altra sera dai cuochi di redazione, che avevano rimpiazzato il plastico della villetta di Cogne e la bicicletta di Garlasco con un grande forno a microonde. Naturalmente, ha sottolineato, “non ho mai avuto condizionamenti né dall’azienda né dalla politica”: infatti obbedisce da solo, prima che arrivino gli ordini. Due le sue stelle polari: “ferreo controllo delle notizie che diamo” e “assoluto equilibrio dei servizi”.
Qualcuno minimamente informato - non è il caso della commissione di Vigilanza - avrebbe potuto domandare a chi avesse affidato il controllo ferreo della notizia (falsa) dell’assoluzione definitiva di Andreotti: a un cuoco? Qualcun altro potrebbe ricordare quando Vespa lesse una mail anonima che “testimoniava” l’innocenza degli agenti arrestati a Napoli per le violenze contro i no-global, e domandare se l’avesse fatta controllare da un pasticciere.
Quando poi ha sostenuto di aver “vinto tutte le cause in 10 anni”, qualcuno con un minimo di memoria avrebbe potuto rammentargli i 260 milioni pagati dalla Rai a Scattone e Ferraro (gli assassini di Marta Russo) per un’intervista esclusiva al Tg1 e una a Porta a Porta nel giugno ’99: la famiglia Russo fece causa, visto che i due non avevano pagato i danni a cui erano stati condannati, e scopri che il “servizio pubblico” diretto da Agostino Saccà aveva appoggiato il versamento sul conto di un prestanome per aggirare il blocco dei beni disposto dal tribunale; la Rai, per uscire dalla causa dovette sborsare altri 200 milioni.
L’anno scorso Vespa è stato condannato a pagare 82 mila euro a Roberto Zaccaria per aver inventato - in un libro Rai-Eri - un complotto dell’allora presidente Rai contro Berlusconi con Biagi, Luttazzi e Santoro. Tutte balle. Ieri l’insetto ha molto lacrimato per la serata che dovrà cedere a Benigni.
In effetti, 3 sere sono poche. Perché non dargli anche venerdì, sabato e domenica?
L’Unità del 19.102007
SEMPRE IN MERITO AL GENIO CHE HA DIPINTO FONTANA DI TREVI: AMMIRAZIONE TOTALE !
La 'Destra giovane' chiede il premio 'writer dell'anno'
Fontana Trevi, il presunto vandalo: ''Non sono stato io ma ne sarei orgoglioso''
Graziano Cecchini, indagato per il 'raid futurista' di sabato scorso, dice all'Adnkronos: ''Questa persona è riuscita, con un'azione a costo zero, a mettere in crisi i sistemi di sicurezza della Capitale''. E aggiunge: ''E' l'atto di un singolo. La smettano di fare dietrologie''. Guarda il video
ascolta la notiziaascolta la notizia
leggi i commenti commenta 1 vota 0
tutte le notizie di CRONACA
Roma, 22 ott. - (Adnkronos/Ign) - ''Non l'ho fatto ma lo condivido. E sono sicuro sia il gesto di un singolo''. Graziano Cecchini, l'uomo di 54 anni indagato per il 'raid futurista' di sabato scorso a Fontana di Trevi, commenta così all'Adnkronos le accuse rivolte contro di lui.
Cecchini, una vita nella politica da militante di destra, stamattina è stato negli uffici della Digos della questura di Roma per avere qualche chiarimento sull'indagine che lo riguarda e, a suo dire, gli investigatori non avrebbero nulla che lo colleghi all'uomo che ha versato il colorante nella storica fontana romana. "Nella notte tra sabato e domenica - racconta il militante - hanno anche perquisito casa mia, non hanno trovato nulla. Io faccio il pittore, ma uso altre tecniche... L'unica cosa che mi hanno contestato è una certa somiglianza con l'uomo ripreso nei filmati delle telecamere di vigilianza. E non mi pare sia sufficiente per addossarmi nulla".
Ma a Cecchini l''azione futurista' è piaciuta. ''Se fossi stato io ne sarei orgoglioso - dice - Questa persona è riuscita, con un'azione a costo zero, a mettere in crisi i sistemi di sicurezza della Capitale. Con il suo gesto ha messo in ridicolo mesi di lavoro e discussioni, tutto l'ambaradan messo su sulla sicurezza a Roma''. ''E' come Davide che batte Golia - aggiunge - Sono stati soffocati con un virus rosso e proprio nel momento del massimo rilievo mediatico, approfittando dei riflettori puntati su Roma per il festival''.
Di una cosa Cecchini è certo: ''E' l'atto di un singolo. La smettano di fare dietrologie, la smettano di cercare chi c'è dietro a quel gesto''. E aggiunge: ''Da questa storia non voglio guadagnare nulla, gli eventuali proventi che dovessi mai tirare fuori andranno per intero ai popoli che stanno combattendo in Birmania. Un piccolo aiuto contro chi mette in opera una vergognosa pulizia etnica . Anzi, non escludo di andare anche io laggiù''.
E intanto il nucleo romano de 'La Destra giovane' ha chiesto provocatoriamente al sindaco Veltroni di consegnare il premio 'writer dell'anno' all'autore del gesto alla fontana di Trevi. ''In una città - si legge nella nota - dove l'amministrazione premia i cosiddetti 'writers' poiché frutto della fantasia e della creatività giovanile, dove resta impunito chi occupa e devasta le strutture pubbliche, dove il decoro dei monumenti viene umiliato da centinaia di ambulanti abusivi, crediamo sia possibile riconoscere all'autore del gesto la capacità di denuncia sociale senza che a ciò sia corrisposto un danno monumentale permanente''.
Fontana Trevi, il presunto vandalo: ''Non sono stato io ma ne sarei orgoglioso''
Graziano Cecchini, indagato per il 'raid futurista' di sabato scorso, dice all'Adnkronos: ''Questa persona è riuscita, con un'azione a costo zero, a mettere in crisi i sistemi di sicurezza della Capitale''. E aggiunge: ''E' l'atto di un singolo. La smettano di fare dietrologie''. Guarda il video
ascolta la notiziaascolta la notizia
leggi i commenti commenta 1 vota 0
tutte le notizie di CRONACA
Roma, 22 ott. - (Adnkronos/Ign) - ''Non l'ho fatto ma lo condivido. E sono sicuro sia il gesto di un singolo''. Graziano Cecchini, l'uomo di 54 anni indagato per il 'raid futurista' di sabato scorso a Fontana di Trevi, commenta così all'Adnkronos le accuse rivolte contro di lui.
Cecchini, una vita nella politica da militante di destra, stamattina è stato negli uffici della Digos della questura di Roma per avere qualche chiarimento sull'indagine che lo riguarda e, a suo dire, gli investigatori non avrebbero nulla che lo colleghi all'uomo che ha versato il colorante nella storica fontana romana. "Nella notte tra sabato e domenica - racconta il militante - hanno anche perquisito casa mia, non hanno trovato nulla. Io faccio il pittore, ma uso altre tecniche... L'unica cosa che mi hanno contestato è una certa somiglianza con l'uomo ripreso nei filmati delle telecamere di vigilianza. E non mi pare sia sufficiente per addossarmi nulla".
Ma a Cecchini l''azione futurista' è piaciuta. ''Se fossi stato io ne sarei orgoglioso - dice - Questa persona è riuscita, con un'azione a costo zero, a mettere in crisi i sistemi di sicurezza della Capitale. Con il suo gesto ha messo in ridicolo mesi di lavoro e discussioni, tutto l'ambaradan messo su sulla sicurezza a Roma''. ''E' come Davide che batte Golia - aggiunge - Sono stati soffocati con un virus rosso e proprio nel momento del massimo rilievo mediatico, approfittando dei riflettori puntati su Roma per il festival''.
Di una cosa Cecchini è certo: ''E' l'atto di un singolo. La smettano di fare dietrologie, la smettano di cercare chi c'è dietro a quel gesto''. E aggiunge: ''Da questa storia non voglio guadagnare nulla, gli eventuali proventi che dovessi mai tirare fuori andranno per intero ai popoli che stanno combattendo in Birmania. Un piccolo aiuto contro chi mette in opera una vergognosa pulizia etnica . Anzi, non escludo di andare anche io laggiù''.
E intanto il nucleo romano de 'La Destra giovane' ha chiesto provocatoriamente al sindaco Veltroni di consegnare il premio 'writer dell'anno' all'autore del gesto alla fontana di Trevi. ''In una città - si legge nella nota - dove l'amministrazione premia i cosiddetti 'writers' poiché frutto della fantasia e della creatività giovanile, dove resta impunito chi occupa e devasta le strutture pubbliche, dove il decoro dei monumenti viene umiliato da centinaia di ambulanti abusivi, crediamo sia possibile riconoscere all'autore del gesto la capacità di denuncia sociale senza che a ciò sia corrisposto un danno monumentale permanente''.
LE DONNE IMBECILLI PREFERISCONO MASTURBARSI L EGO CON LA CARRIERA, CHE SCHIFO AVERE UNA MADRE VECCHIA E RINCOGLIONITA
Parto: quarantenni italiane costrette al cesareo
Sanihelp.it - Costrette a far nascere il loro bambino con il parto cesareo a causa dell'età. Sono le donne quarantenni in stato interessante, che fino ad oggi si pensava scegliessero volutamente l'alternativa chirurgica al parto naturale. Invece, secondo una nuova indagine della Sidip (Società Italiana di Diagnosi Prenatale), la scelta del cesareo è dettata da necessità mediche, e non, come si temeva, dal consiglio non troppo disinteressato dei sanitari.
I dati della ricerca, effettuata proprio per comprendere le motivazioni dell'aumentato ricorso al parto operativo nelle donne attempate, hanno insomma messo in evidenza che queste ultime fanno più frequentemente ricorso al taglio cesareo perché correrebbero molti rischi a partorire naturalmente.
Secondo la Sidip, in Italia oltre il 60% delle pazienti quarantenni incinte osservate ha fatto ricorso al taglio cesareo.
«Ma questo incremento non è dipeso dalla scelta della donna – spiega Claudio Giorlandino, Presidente della Sidip - né da un orientamento vagamente ed ingiustificatamente protettivo verso quella che, in una donna attempata, è considerata una gravidanza preziosa, bensì da una serie di motivazioni assolute derivanti da problematiche cliniche che possono giustificare ampiamente il ricorso al parto operativo».
Nelle donne quarantenni monitorate si è registrato un aumento dell'ipertensione, del diabete e del sovrappeso.
Le primipare attempate, anche se all'inizio della gravidanza non vengono considerate ad alto rischio, nel corso della gestazione vanno incontro ad una serie di complicanze che potrebbero creare problemi al momento del parto naturale. Per questo, il rischio di partorire con un taglio cesareo è di oltre 5 volte maggiore rispetto a quello delle pluripare della stessa età.
Di particolare interesse è il dato emerso secondo il quale il cesareo è il tipo di parto preferito soprattutto nei casi di gravidanza ottenuta con fecondazione assistita, spesso gemellari, con maggiori probabilità di complicazioni quali il malposizionamento della placenta e minacce di aborto o di parto pretermine.
«Le donne più anziane inoltre – continua Giorlandino - tendono ad avere, al parto naturale, alcune problematiche specifiche come il travaglio più prolungato che può durare anche oltre 20 ore o distocie del parto con maggiore possibilità di applicazione di forcipe e ventosa».
di Silvia Nava
Sanihelp.it - Costrette a far nascere il loro bambino con il parto cesareo a causa dell'età. Sono le donne quarantenni in stato interessante, che fino ad oggi si pensava scegliessero volutamente l'alternativa chirurgica al parto naturale. Invece, secondo una nuova indagine della Sidip (Società Italiana di Diagnosi Prenatale), la scelta del cesareo è dettata da necessità mediche, e non, come si temeva, dal consiglio non troppo disinteressato dei sanitari.
I dati della ricerca, effettuata proprio per comprendere le motivazioni dell'aumentato ricorso al parto operativo nelle donne attempate, hanno insomma messo in evidenza che queste ultime fanno più frequentemente ricorso al taglio cesareo perché correrebbero molti rischi a partorire naturalmente.
Secondo la Sidip, in Italia oltre il 60% delle pazienti quarantenni incinte osservate ha fatto ricorso al taglio cesareo.
«Ma questo incremento non è dipeso dalla scelta della donna – spiega Claudio Giorlandino, Presidente della Sidip - né da un orientamento vagamente ed ingiustificatamente protettivo verso quella che, in una donna attempata, è considerata una gravidanza preziosa, bensì da una serie di motivazioni assolute derivanti da problematiche cliniche che possono giustificare ampiamente il ricorso al parto operativo».
Nelle donne quarantenni monitorate si è registrato un aumento dell'ipertensione, del diabete e del sovrappeso.
Le primipare attempate, anche se all'inizio della gravidanza non vengono considerate ad alto rischio, nel corso della gestazione vanno incontro ad una serie di complicanze che potrebbero creare problemi al momento del parto naturale. Per questo, il rischio di partorire con un taglio cesareo è di oltre 5 volte maggiore rispetto a quello delle pluripare della stessa età.
Di particolare interesse è il dato emerso secondo il quale il cesareo è il tipo di parto preferito soprattutto nei casi di gravidanza ottenuta con fecondazione assistita, spesso gemellari, con maggiori probabilità di complicazioni quali il malposizionamento della placenta e minacce di aborto o di parto pretermine.
«Le donne più anziane inoltre – continua Giorlandino - tendono ad avere, al parto naturale, alcune problematiche specifiche come il travaglio più prolungato che può durare anche oltre 20 ore o distocie del parto con maggiore possibilità di applicazione di forcipe e ventosa».
di Silvia Nava
Non c' è piu pudore - il governo scrive una lettera aperta a Grillo per cercare di giustificarsi ...
Lettera del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio On. Ricardo Franco Levi a Beppe Grillo
Testo completo da stampare
Niente, dunque, è stato ed è più lontano dalle nostre intenzione della volontà di censurare il libero dibattito dei e tra i cittadini.
Ci occupiamo di editoria persuasi che, nel tempo in cui viviamo, un prodotto editoriale si definisca a partire dal suo contenuto (l’informazione), e non più dal mezzo (la carta) attraverso il quale esso viene diffuso.
Vogliamo creare le condizioni di un mercato libero, aperto ed organizzato in modo efficiente. Per questo, intendiamo, tra le altre cose, abolire la registrazione presso i Tribunali sino ad oggi obbligatoria per qualsiasi pubblicazione e sostituirla con l’unica e più semplice registrazione preso il Registro degli Operatori della Comunicazione (Roc) tenuto dall’Autorità Garante per le Comunicazioni (AgCom).
Anche su questo punto, da lei particolarmente criticato e temuto, lo spirito della nostra legge è chiaro. Quando prevediamo l’obbligo della registrazione non pensiamo alla ragazzo o al ragazzo che realizzano un proprio sito o un proprio blog. Pensiamo, invece, a chi, con la carta stampata ma, certo, anche con internet, pubblica un vero e proprio prodotto editoriale e diventa, così un autentico operatore del mercato dell’editoria.
Siamo consapevoli che, soprattutto quando si tratta di internet, di siti, di blog, la distinzione tra l’operatore professionale e il privato può essere sottile e non facile da definire. Ed è proprio per questo che nella legge affidiamo all’Autorità Garante per le Comunicazioni il compito di vigilare sul mercato e di stabilire i criteri per individuare i soggetti e le imprese tenuti ad iscriversi al Registro degli Operatori.
L’informazione è un elemento prezioso e decisivo per la democrazia e deve essere trattata con estrema attenzione e rispetto. Per questo, ripeto – e non per sfuggire alle nostre responsabilità –, pensiamo che sia bene, affidarsi ad autorità che abbiano la competenza per regolare una materia così specifica e che siano indipendenti rispetto ai governi e al potere politico.
19 Ottobre 2007
Testo completo da stampare
Niente, dunque, è stato ed è più lontano dalle nostre intenzione della volontà di censurare il libero dibattito dei e tra i cittadini.
Ci occupiamo di editoria persuasi che, nel tempo in cui viviamo, un prodotto editoriale si definisca a partire dal suo contenuto (l’informazione), e non più dal mezzo (la carta) attraverso il quale esso viene diffuso.
Vogliamo creare le condizioni di un mercato libero, aperto ed organizzato in modo efficiente. Per questo, intendiamo, tra le altre cose, abolire la registrazione presso i Tribunali sino ad oggi obbligatoria per qualsiasi pubblicazione e sostituirla con l’unica e più semplice registrazione preso il Registro degli Operatori della Comunicazione (Roc) tenuto dall’Autorità Garante per le Comunicazioni (AgCom).
Anche su questo punto, da lei particolarmente criticato e temuto, lo spirito della nostra legge è chiaro. Quando prevediamo l’obbligo della registrazione non pensiamo alla ragazzo o al ragazzo che realizzano un proprio sito o un proprio blog. Pensiamo, invece, a chi, con la carta stampata ma, certo, anche con internet, pubblica un vero e proprio prodotto editoriale e diventa, così un autentico operatore del mercato dell’editoria.
Siamo consapevoli che, soprattutto quando si tratta di internet, di siti, di blog, la distinzione tra l’operatore professionale e il privato può essere sottile e non facile da definire. Ed è proprio per questo che nella legge affidiamo all’Autorità Garante per le Comunicazioni il compito di vigilare sul mercato e di stabilire i criteri per individuare i soggetti e le imprese tenuti ad iscriversi al Registro degli Operatori.
L’informazione è un elemento prezioso e decisivo per la democrazia e deve essere trattata con estrema attenzione e rispetto. Per questo, ripeto – e non per sfuggire alle nostre responsabilità –, pensiamo che sia bene, affidarsi ad autorità che abbiano la competenza per regolare una materia così specifica e che siano indipendenti rispetto ai governi e al potere politico.
19 Ottobre 2007
Iscriviti a:
Post (Atom)



